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Accoglienza migranti 

Cooperativa Ballarò archiviata l’indagine

Daniele Predieri
Cooperativa Ballarò archiviata l’indagine

Sollevato il presidente reggiano Massimiliano Lombardi «È finito un incubo. Non ci sono stati nè falsi nè truffe» 

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Reggio emilia. Nessuna truffa, nessuna firma falsificata sui registri delle presenze dei 31 migranti ospiti del Cas (Centri di Accoglienza Straordinaria) di Via Modena a Ferrara. Puliti. Finisce un incubo. E finisce nella maniera più netta perché tra le motivazioni dell’archiviazione dei giudici ferraresi nell’ambito della indagine sulla gestione dei centri migranti di Ferrara, si legge la “rilevata non sussistenza della ipotesi di reato”.

Lo dice a chiare lettere Massimiliano Lombardo, residente a Reggio Emilia con la propria famiglia e presidente della cooperativa Ballarò, che a Reggio si occupa dell’Ostello ai Chiostro della Ghiara oltre che, a Ferrara, della gestione dell’Ostello di Corso Biagio Rossetti 24 e dell’accoglienza dei migranti e del Cas citato.

«Finisce un incubo – racconta, ora più sereno Lombardo, mostrando gli atti giudiziari – perché oggi (lunedì, ndr) mi è stato notificato, in qualità di presidente della cooperativa, il decreto di archiviazione disposta dal giudice in merito alla indagine per truffa che aveva vista coinvolta anche la nostra cooperativa».

L’ipotesi di reato era truffa ai danni dello Stato. «Per noi finisce un periodo buio – continua Lombardo – della nostra vita e di quella delle nostre famiglie. Ma è finito. Voglio in ogni caso sottolineare che, in questi mesi, la nostra cooperativa è stata fortemente penalizzata proprio per colpa di accuse che si sono rivelate del tutto infondate».

La firma sul decreto di archiviazione (archiviazione piena arrivata, tra l’altro, anche ai dirigenti della cooperativa Camelot nell’ambito della stessa indagine condotta dalla Guardia di finanza) riporta la data del 29 aprile scorso.

«L’archiviazione arriva anche dopo la nostra richiesta di essere immediatamente ascoltati dai magistrati non appena abbiamo saputo di essere indagati, vale a dire il 6 dicembre 2018». «Un vero e proprio linciaggio – conclude togliendo i sassolini dalle scarpe il presidente Lombardo – cui noi e la nostra cooperativa siamo stati sottoposti, è stato invece quello effettuato grazie anche a chi ha fatto di tutto per soffiare sul fuoco come alcuni partiti tra cui la Lega. Siamo sempre stati contro ogni tipo di criminalità, abbiamo combattuto l’illegalità ovunque. E credo che questa archiviazione confermi la legittimità di ogni nostro atto».

Alla dei conti nessuna truffa quindi, nessun abuso o irregolarità nella gestione dei servizi per migranti e nei fondi per la loro accoglienza da parte delle strutture della nostra provincia: 16 erano finite sotto inchiesta (e i loro 14 dirigenti indagati), mentre ora per dodici strutture e altrettanti indagati il giudice ha deciso l’archiviazione, mentre per due indagati per quattro strutture la procura deve definire la posizione, che potrebbe sfociare nella stessa archiviazione. —

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