«Diciamo no al giustizialismo inutile inasprire alcune pene»
Camera Penale: il nuovo presidente Angelo Russo illustra i motivi dello sciopero Dure critiche al decreto sicurezza e alla nuova disciplina della legittima difesa
REGGIO EMILIA. Gli avvocati reggiani stanno aderendo in massa all’astensione di tre giorni – da mercoledì fino a domani – dalle udienze, proclamata in campo nazionale dalla Camera Penale. E ieri mattina, in tribunale, la sezione di Reggio Emilia della Camera Penale (una sessantina gli iscritti) ha approfondito in una conferenza-stampa le ragioni dello sciopero. Un’occasione propizia anche per presentare il nuovo presidente che succede a Nicola Tria, dimessosi in aprile nel momento in cui ha deciso di candidarsi alle prossime elezioni comunali.
L’ESORDIO UFFICIALE
Il neo presidente è Angelo Russo, 45 anni, che fa il suo esordio affiancato dai colleghi penalisti che fanno parte del direttivo. E Russo è stato molto chiaro nell’esprimere ferma censura e massimo sconcerto per gli ultimi interventi legislativi che la Camera Penale intende contrastare con decisione: «Si tratta di interventi su delicatissimi istituti di diritto penale sostanziale e processuale – rimarca il presidente reggiano – che denotano, al di là di ogni dubbio, come l’unico obiettivo perseguito sia quello propagandistico del più deteriore giustizialismo populista. Inasprimenti di pene per alcuni reati che poggiano solo sulle paure dei cittadini, ma completamente sganciati dalla realtà, visto che gli ultimi dati ministeriali indicano in campo nazionale in calo gli omicidi (-16%), le rapine (-12%), i furti (-10%), le denunce per stalking (da 8mila a 6mila denunce). Insomma, la logica puramente demagogica è di assecondare pulsioni viscerali ed emotive indotte nella collettività, ma la Camera Penale si opporrà per difendere i diritti e le libertà di tutti i cittadini – conclude Russo – nonché i valori costituzionali e convenzionali del giusto processo».
LE CRITICHE
Con l’intervento anche di altri penalisti, si entra nel merito degli interventi legislativi criticati. Si parte dall’eliminazione del giudizio abbreviato per i reati puniti con la pena dell’ergastolo («Si vuole trasformare il processo penale nel procedimento della vittima e della vendetta, intasando per di più le Corti d’assise, rendendo ancor più lenta la giustizia»), per poi passare alla nuova disciplina della legittima difesa («Pochi i casi in Italia e la legge è stata emanata ma con i doverosi rilievi del Capo dello Stato, paletti per limitare il messaggio secondo il quale, a fronte di un’aggressione nel domicilio è cosa socialmente tollerata, arrivare a cagionare la morte di una persona anche in presenza di un pericolo di offesa non proporzionata alla reazione difensiva e in assenza di una vera e propria necessità di uccidere»). Bordate anche sulla “spazzacorrotti”, sulla sostanziale abolizione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado («Tutti abbiamo diritto ad un processo rapido») e sul decreto sicurezza («Spazzati via i richiedenti asilo, tantissime persone titolari di protezione umanitaria si ritroveranno clandestine»).
PROGETTO SCUOLA
Domani, infine, si chiude al liceo Ariosto-Spallanzani l’attività – rivolta alle scuole – con riferimento all’educazione alla legalità e al rispetto delle regole, dando un’informazionegiuridica corretta e neutra su cosa sia un processo penale e come esso debba essere guardato alla luce dei diritti di difesa che la Costituzione riconosce ai cittadini. La Camera Penale ha costituito un Osservatorio (formato dai legali Valeria Miari, Angelo Russo e Paolo Bertozzi) che con l’aiuto di 11 colleghi ha sviluppato una serie di incontri negli istituti superiori reggiani. —
T.S.
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