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Il camorrista deve espiare una pena 

Esponente dei Casalesi si costituisce a Reggio accompagnato dal legale

Esponente dei Casalesi si costituisce a Reggio accompagnato dal legale

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REGGIO EMILIA. Si è presentato al carcere di Reggio Emilia, insieme al suo legale, e si è costituito all'autorità giudiziaria un esponente del clan dei Casalesi coinvolto, nel 2008, in un blitz in cui furono arrestate una trentina di persone gravitanti nei gruppi Bidognetti e Tavoletta-Cantiello.

Ernesto Ancona, 42 anni di Casal di Principe (Napoli), deve scontare una pena di un anno e sette mesi per associazione camorristica, estorsioni ed armi. Nel 2003 fu sorpreso insieme ad altri esponenti del clan ad una riunione camorristica interrotta dalle forze dell'ordine. Furono sequestrate armi ed eseguiti arresti. Cinque anni più tardi, fu destinatario di un'ordinanza cautelare insieme ad altre 32 persone. L'uomo si era reso irreperibile dopo la sentenza passata in giudicato. Ora si è costituito, ma è lecito domandarsi perché proprio a Reggio Emilia? Ha avuto coperture in città, poi saltate?

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, da parte dei magistrati Raffaele Cantone, Catello Maresca e Annamaria Lucchetta, e condotte dai carabinieri di Caserta, avevano avuto avvio alla fine dell’estate 2003, con la cosiddetta “strage di San Michele” relativa al duplice omicidio Natale-Rovescio ed il contestuale ferimento di altre tre persone, causata dal gruppo di fuoco costituito in seno alla fazione Tavoletta-Cantiello.Sangue versato che coincise con la recrudescenza della guerra di camorra, in atto dal 1997 e scatenatasi nell’ambito del clan dei “casalesi” gruppo Bidognetti, dal quale si scissero i Tavoletta-Cantiello, supportati dagli Zara e dai Diana, che si ritenevano penalizzati nella spartizione dei proventi illeciti.

In particolare, nel 2003 veniva scarcerato Raffaele Bidognetti, mentre per il gruppo avverso Nicola Zara e Daniele Corvino di Casal di Principe ed Massimo Ucciero di Villa Literno. Subito dopo, riprendeva, con notevole intensità, la faida tra le due fazioni, che si era interrotta negli ultimi anni grazie alla carcerazione degli elementi di vertice. —

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