«Francesco al buio si sente soffocare»
REGGIO EMILIA. I familiari di Francesco Amato, ieri mattina, hanno atteso in tribunale per ore che iniziasse il processo.
Il fratello Aurelio è andato a trovarlo in prigione prima di Natale, mentre il cugino Massimo ha assistito anche in carcere al manifestarsi della claustrofobia. «Sono stato in cella con lui a Reggio Emilia – spiega il cugino – e ho visto Francesco star male quando viene chiusa la doppia porta e si forma il buio. Non ha attacchi se viene trasferito con una macchina della polizia penitenziaria, tenendo leggermente aperto un finestrino. Invece un viaggio Terni-Reggio Emilia di 800 chilometri, fra andata e ritorno, su un cellulare non le regge». —
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