Gazzetta di Reggio

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tragedia in volo 

Rombo di motori e lacrime per l’addio ad Alessandro

Rebecca Poluzzi
Rombo di motori e lacrime per l’addio ad Alessandro

Si sono svolti ieri mattina i funerali del 37enne morto precipitando con l’elicottero Ad accogliere il feretro le Ferrari e le moto degli amici, le sue due grandi passioni

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Anche il cielo si è fatto da parte nella consapevolezza che a bagnare la terra, per un giorno, sarebbero state le lacrime della folla che ieri mattina si è radunata presso la chiesa di Sant’Antonino, a Quattro Castella, per dare l’ultimo saluto a Alessandro Foglio Bonacini.

Il 37enne reggiano, deceduto venerdì scorso dopo essere precipitato con l’elicottero a Pegognaga, è stato accolto davanti al sagrato da centinaia di persone, famigliari, amici e colleghi, tra cui i membri del Grassano rally e i motociclisti del Motoclub Regnano con cui condivideva la sua grande passione: i motori.

Questi ultimi portano appoggiata sulle spalle la divisa del club e la sua moto di fianco all’ingresso volge il muso in attesa del proprietario. Tutto fa presagire che non sia il momento delle corse, ma certo non quello di spegnere i motori. E infatti, è il rombo delle sue amate Ferrari e delle moto degli amici ad accoglierlo facendo vibrare l’aria e sovrastando le campane. Ma questa certamente è la melodia che Alessandro avrebbe voluto ascoltare ogni giorno della sua vita, che si trattasse di una grande partenza o del suo ultimo arrivo. Forse però, a riempire il vuoto e a vincere la commozione, non è stata la voce dei motori, ma il lungo e profondo applauso, più forte del frastuono circostante, che ha accompagnato l’ingresso in chiesa del feretro sorretto dagli amici di una vita, dal padre Piero e dal nipote Edoardo.

Sulle note di See you again, augurio affinché quello di ieri non fosse un addio, ma un arrivederci, la chiesa si è gremita e la bara è stata posta ai piedi dell’altare divenuto quasi un giardino di rose dai più svariati colori.

Sulla cassa, oltre ai fiori è stata posata una copertina con sopra il disegno di Minny, a voler simboleggiare un ultimo caldo abbraccio dato dai figli Matilde e Matteo, e una Ferrari giocattolo per non dimenticare mai la sua passione.

In una breve, ma intensa omelia don Tiziano Ghirelli ha voluto ricordare Alessandro per l’animo limpido e appassionato: «Incontrandolo per strada sono sempre rimasto ammirato da lui, mi colpiva tutte le volte che lo vedevo, dall’espressione dei suoi occhi emanava la sua passione. E proprio questa sua aspirazione che l’ha reso un ragazzo forte, ora lo tende all’infinito accompagnato da una musica di motori che non si spegnerà mai in suo ricordo».

A seguire le tante testimonianze commosse e toccanti degli amici e dei parenti che sul pulpito hanno voluto ricordare Alessandro uomo, marito e padre, celebrandolo per la sua indole generosa, per il cuore puro e per i caldi abbracci che lo contraddistinguevano.

Tra questi, il primo a prendere parola è stato l’amico d’infanzia Paolo: «Siamo cresciuti insieme e so che nei motori come nella vita hai sempre dato il massimo. Le macchine, la tua passione, e la generosità erano il tuo marchio di fabbrica».

Allo scambio della pace e sulle note di Alleluia un capannello di persone si è riunito intorno a Valentina, la moglie, che nel tremendo dolore non ha abbandonato per un secondo il fianco del feretro piangendo il suo amato Alessandro, finendo per stringerlo in un lungo e struggente abbraccio. A cerimonia conclusa, la lunga processione di presenti si è infine riversata fuori per attendere l’uscita della bara, sotto le note di Good life. —



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