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Fucile con matricola abrasa nel gommone

Ambra Prati
Fucile con matricola abrasa nel gommone

Era avvolto dentro a un autocarro diretto a Cutro. Arrestato il camionista, incensurato e già libero: «Non lo sapevo»

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Incappato in un posto di controllo di routine della polizia stradale, il camionista ha dichiarato di trasportare piastrelle. Invece nel cassone c’era un gommone e, avvolto in un doppio cellophane all’interno del natante, è saltato fuori un fucile marca Beretta calibro 12 a canna liscia, con matricola parzialmente abrasa, provento di furto, nonché 5.345 euro in contanti. Così sono scattate le manette, per il reato di possesso di arma clandestina, ai polsi di Antonio Iembo, 45 anni, incensurato, residente a Cutro e domiciliato a Boretto. L’esito della convalida è stata favorevole al camionista, subito scarcerato. Ma la destinazione e i presunti committenti hanno acceso più di un campanello d’allarme tra gli inquirenti.

la scoperta

Giovedì scorso una pattuglia della Polstrada di Reggio Emilia appostata al casello dell’A1 di Campegine ha fermato un autocarro Volvo Truck che si accingeva ad entrare in autostrada. Sono subito emerse irregolarità nel cronotachigrafo digitale del mezzo ed il conducente è stato multato per il mancato rispetto dei tempi di guida. L’evidente agitazione del 45enne ha insospettito gli agenti, che gli hanno chiesto cosa trasportasse («Ceramiche», è stata la risposta) e hanno voluto visionare il carico. All’interno non si trovavano piastrelle, bensì un gommone da diporto, accuratamente impacchettato. I poliziotti hanno aperto l’involucro, trovandone un altro più piccolo: il fucile, sequestrato assieme ai contanti. E’ seguita a ruota una doppia perquisizione domiciliare a carico del 45enne (a Boretto e a Cutro), dall’esito negativo.

iN AULA: «ERO ALL’OSCURO»

«Ho fatto un favore ad un compaesano che mi ha chiesto di portare il gommone a Cutro. Ero all’oscuro della presenza dell’arma». Questa la versione del 45enne, comparso ieri in tribunale. Iembo ha spiegato di essere un venditore “porta a porta” di formaggi e salumi calabresi. Ha un domicilio a Boretto di appoggio, visto che sale il lunedì con i prodotti freschi e ridiscende la penisola il venerdì, con l’incasso della settimana: appunto i 5.345 euro in contanti che, come ha sottolineato il suo avvocato difensore Giuseppe Migale Ranieri, coincidono con gli scontrini depositati, a riprova della liceità dei soldi.

Il nervosismo, ha aggiunto Iembo, era dovuto al timore di subìre il sequestro del mezzo: sapeva di non poter trasportare materiale diverso dagli alimenti, pur prestandosi a richieste simili. Agli interrogativi incalzanti posti dal pm onorario (il titolare è Isabella Chiesi) su mittente e destinatario, il 45enne ha detto di essere stato incaricato dal conoscente Giuseppe Arabia; avrebbe dovuto consegnare il gommone a Steccato di Cutro ad un tale Le Rose. Alla contestazione secondo cui ai poliziotti aveva indicato come committente Giuseppe Spagnolo, il difensore ha replicato: «Si è sbagliato; ci ha pensato sopra e si è corretto». Ha fatto confusione, insomma. Nella confusione, però, il camionista non ha fatto un nome a caso: Arabia è un cognome suggestivo, che ricorre in decenni di inchieste sulla ’ndrangheta, sebbene in questo caso potrebbe riferirsi ad una persona senza debiti con la giustizia. Spetterà agli investigatori stabilire se si tratta di una omonimia o se invece il camionista abbia additato vecchie conoscenze.

GIA’ SCARCERATO

L’accusa ha dubitato fortemente delle dichiarazioni rese e, proponendo il carcere o i domiciliari, ha definito senza mezzi termini Iembo «inserito stabilmente in un contesto criminoso. Non è credibile che si affidi un’arma clandestina ad un uomo non fidato». Proprio questa deduzione, però, è stata respinta dal giudice monocratico Chiara Alberti, secondo la quale, «nonostante l’episodio allarmante», la circostanza «non è sufficiente a ritenerlo inserito in un sodalizio criminoso, essendo possibile che soggetti criminali abbiano valutato di avvalersi di un incensurato». Somma dissequestrata e restituita, arresto convalidato e direttissima fissata (per termine a difesa) al 25 giugno. E niente misura cautelare: Iembo è libero. Il giudice ha sottolineato che «i nominativi indicati dall’imputato saranno segnalati in Procura». —



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