M5S:«Troppo denaro sprecato sul progetto del polo fieristico»
scandiano. Troppo spreco di denaro pubblico, sul progetto – mai partito – del nuovo polo fieristico. È quanto sostiene il gruppo consiliare 5 Stelle che il primo marzo scorso ha depositato un’interrogazione a risposta scritta sull’utilizzo delle risorse e sulle misure di sicurezza.
«La risposta – sostengono i consiglieri – evidenzia una gestione alquanto stupefacente. Alla società succedutasi a quella che si era aggiudicata l’opera di progettazione, esecuzione, gestione e manutenzione del nuovo polo fieristico, sono stati restituiti i 410.000 euro, già versati nelle casse comunali ad ottobre 2008. La risoluzione del contratto – proseguono – viene giustificata con le gravi inadempienze della capogruppo del raggruppamenti temporaneo di imprese, la Gifinale Immobiare. Contestualmente il Comune ha riconosciuto il pagamento del corrispettivo per l’esecuzione della progettazione, pari a 367.000 euro. Una cifra ragguardevole, spesa per un progetto “che in un prossimo futuro potrà costituire punto di riferimento per l’elaborazione di nuove ipotesi relative alle strategie di riorganizzazione degli immobili fieristici”». Secondo i 5 Stellle però si tratta «di una somma dilapidata. Non va meglio – aggiungono – sul fronte delle acquisizioni delle aree, avvenute con indennizzi, con pagamenti già effettuati per quasi 22.000 euro e altri 638.000 depositati presso la Ragioneria territoriale dello Stato a causa di ricorsi pendenti in cassazione. Liti che hanno già generato spese legali per oltre 62.000 euro». Concludono: «Siamo in presenza di una montagna di cocci. Dopo investimenti consistenti resta un progetto inutilizzabile che “valuterà la prossima amministrazione come utilizzare”, ma non ci sono né l’esecutore e gestore, né le aree necessarie perché potrebbero tornare nella disponibilità degli espropriati. Dulcis in fundo, la copertura in cemento amianto dell’attuale struttura é stata oggetto di un intervento di incapsulamento nel 2018 che assicura il confinamento dell’amianto “almeno fino al 2021” . C’è da stare tranquilli». —
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