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Messaggi anche dal Giappone per l’addio a Ermanno Toni

Ambra Prati
Messaggi anche dal Giappone per l’addio a Ermanno Toni

Il nipote: «Aveva carattere affabile ma non docile. Una vita bella e intensa» Il Centro Studi Judo chiuso per lutto. Oggi alle esequie delegazioni da tutta Italia

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REGGIO EMILIA. «In queste ore ci sono arrivati messaggi di condoglianze perfino dal Giappone, da maestri del Kodokan di Tokyo (il tempio mondiale del judo, ndr), dove Ermanno si recava spesso. Negli ultimi tempi era in convalescenza per l’operazione subìta all’anca, ma stava organizzando un viaggio in Giappone per il luglio prossimo». I familiari di Ermanno Toni, figura storica delle arti marziali nonché fondatore del Centro Studi Judo reggiano, hanno voluto ringraziare di cuore tutte le numerosissime persone che hanno espresso condoglianze per il decesso del maestro.

Toni è stato stroncato da un infarto (aveva già avuto una avvisaglia in passato) mercoledì sera, mentre si trovava nella sua abitazione. Una scomparsa improvvisa, visto che poche ore prima si trovava sul tatami (la tradizionale superficie giapponese dove si pratica judo) insieme ai suoi ragazzi, come d’abitudine.

«Abbiamo ricevuto messaggi di vicinanza da tutta Italia e dall’estero: dalle famiglie dei bambini e dei ragazzi, da diverse associazioni sportive, perfino dagli ex colleghi di lavoro – ha raccontato il nipote Enrico, ieri presente nella camera ardente alquanto affollata – È la dimostrazione che Ermanno era una persona che ha sempre fatto del bene. Al di là dell’aspetto sportivo, aveva una particolare sensibilità; aveva seguito dei corsi specifici per insegnare a ragazzi disabili o problematici, che contraccambiavano il suo affetto».

«carattere forte»

Nel corso della sua vita, Ermanno Toni ha lavorato da giovane nel ristorante gestito dalla famiglia a Bagnolo, poi per parecchi anni al macello comunale di Reggio, infine alla Imec (azienda metalmeccanica) fino alla pensione, giunta nel 2008.

L’intera città però lo ricorda come colui che ha fatto nascere e crescere la disciplina del judo a Reggio Emilia, raggiungendo i riconoscimenti più alti e diventando un punto di riferimento educativo per intere generazioni di bambini e ragazzi, alcuni dei quali sono diventati maestri seguendo le sue orme e il suo principio del “nessuno escluso”.

Per Ermanno infatti l’inclusività era una vocazione imprescindibile, unita ad un certo rigore. «Aveva un carattere forte – ha proseguito il nipote – Era affabile, ma non certo docile o remissivo: quando c’era da dettare le regole si faceva serio, credeva fortemente nei valori morali. Ha vissuto una vita bella e intensa, a modo suo».

stamattina le esequie

Ieri al Centro Studi Judo di via XX Settembre le lezioni sono state sospese in segno di lutto. Mentre oggi, alle esequie, è prevista una partecipazione massiccia: per porgere l’estremo saluto al maestro che nel 2008 ha ricevuto l’ottavo Dan di Judo (riconoscimento del quale era l’unico detentore in vita in Uisp e tra i pochi in Italia) arriveranno delegazioni da Venezia a Genova, da Milano a Roma.

Il corteo funebre partirà alle 10 dalla camera ardente dell’ospedale Santa Maria Nuova per la chiesa di San Prospero Strinati. Al termine del rito religioso si proseguirà a piedi per il cimitero del quartiere, dove il feretro sarà sepolto. Ermanno Toni lascia nel dolore la moglie Silvana, la figlia Simona, la nipote Bendetta e la sorella Ermanna. —

Ambra Prati

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