Truffe ai danni degli anziani Due colpi dei falsi addetti Iren
In via Ferretti una 70enne derubata di 800 euro nascosti nell’armadio In via Mattioli una coppia di ultraottantenni ha visto sparire gioielli e contanti
Con due colpi messi a segno nel giro di poche ore, sono tornati i malviventi specializzati nelle truffe agli anziani. Stavolta il duo di truffatori, che si sono spacciati per addetti Iren, sono riusciti a carpire la fiducia di pensionati, che hanno aperto loro la porta di casa salvo poi accorgersi troppo tardi di essere stati raggirati.
il primo episodio
Il primo episodio è accaduto in via Paolo Ferretti, una laterale di via Fratelli Cervi a Pieve Modolena. Una residente di 70 anni intorno alle 9.30 si trovava all’esterno della sua abitazione, dove stava rientrando dopo una commissione, quando è stata fermata da uno sconosciuto che si è qualificato come un dipendente Iren. Con una scusa il falso tecnico ha chiesto alla signora di poter entrare nell’abitazione e la 70enne lo ha fatto accomodare.
Poco dopo il primo “addetto” è stato raggiunto da un secondo uomo che, approfittando del fatto che la porta d’ingresso era stata lasciata aperta, è entrato all’interno dell’alloggio, spacciandosi per un poliziotto in cerca di ladri autori di furti in zona. Mentre il sedicente addetto Iren distraeva la reggiana con chiacchiere e richieste legate alle utenze, evidentemente il complice ha agito, spostandosi nei vari locali.
Solo quando i due si sono allontanati con una certa frettolosità la pensionata si è accorta che dall’armadio, dove era nascosti in mezzo ai vestiti, mancava la somma di 800 euro in contanti.
il secondo episodio
Dalla dinamica fotocopia il secondo tranello, andato in scena verso le 11 in via Guglielmo Mattioli, nel quartiere di Buco del Signore. Il copione è stato il medesimo: la residente di 88 anni era in cortile quando è stata avvicinata da un soggetto presentatosi come dipendente Iren che, a suo dire, aveva il compito di controllare gli impianti. Una volta all’interno dell’abitazione, dove si trovava il marito 89enne della signora, l’impostore ha chiamato via cellulare quello che ha definito il suo superiore: poche frasi, in codice, per far capire al complice che la strada era libera.
Il secondo uomo stavolta ha utilizzato una scusa diventata un classico di questa tipologia di truffe: alla coppia ha chiesto di controllare l’oro e il contante che avevano in casa, perché aveva avuto delle segnalazione di ladri in azione in zona. Un modo per individuare velocemente dove si trovavano gli oggetti preziosi. Solo quando i due truffatori se ne sono andati gli anziani coniugi hanno realizzato che i monili in oro e il contante – da quantificare con esattezza – che si trovavano nella camera da letto erano spariti.
sul posto le volanti
In entrambi i casi, subito dopo l’allarme lanciato dalle vittime e dai loro familiari, è arrivata sul posto una pattuglia della Squadra Volante della Questura, che ha raccolto la testimonianza dei pensionati. È probabile, viste le similitudini nel modus operandi dei malviventi, che ad aver colpito sia stata la stessa banda. Al momento però questa rimane un’ipotesi investigativa non suffragata da elementi certi perché le vittime, purtroppo, hanno saputo fornire delle descrizioni vaghe e sommarie degli sconosciuti. E pare che nessun vicino di casa abbia visto l’auto, con tutta probabilità guidata da un terzo “palo”, fuggire subito dopo il furto. Chiunque avesse notato circostanze sospette o utili ad individuare i responsabili è pregato di contattare la Questura. —
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