«Con il commissariamento perderemmo treni importanti»
La campagna elettorale del sindaco Santachiara è contro l’astensionismo La sua lista è l’unica in corsa: «Andate a votare e scegliete il nostro simbolo»
«Andate a votare e fate la croce sul simbolo. A prescindere dal fatto che sono io il candidato sindaco, Campagnola non merita il commissariamento per la storia che ha, una storia prima di tutto di democrazia. Ma anche perché diversi investimenti sono pronti e rischiamo di perdere treni che ritarderebbero il futuro di Campagnola. Chi ha a cuore Campagnola non può permettere il commissariamento».
Alessandro Santachiara – 34 anni sindaco in carica, un passato da vice sindaco e consigliere comunale –è l’unico candidato sindaco del piccolo centro della Bassa. Nessun altro, infatti, si è presentato per la competizione elettorale del 26 maggio. Una situazione che non rende meno ardua la campagna elettorale: senza che il 50% più uno degli aventi diritto vada a votare e senza il 50% dei consensi alla lista, Campagnola è destinata al commissariamento. Per questo, il sindaco lancia il suo appello al voto.
Santachiara, come si affronta questa campagna elettorale?
«La sfida è ancora più difficile, perché fai fatica a condividere il programma. L’impostazione resta sui contenuti, anche se lo spauracchio del commissariamento c’è. Io sono convinto che ce la faremo, i cittadini si rendono conto di cosa vorrebbe dire, però che non possiamo perdere neanche un minuto nel provare a spiegare a tutti cosa vorrebbe dire».
Come mai nessun altro si è presentato?
«Non so lo so. Sinceramente non lo so. So che sui social, sul gruppo “Sei di Campagnola se” ne hanno parlato, ma io non sono iscritto».
Come mai?
«Lo sono stato, ma sono uscito. E non per altezzosità, ma sono convinto che ci siano altri strumenti per comunicare con il sindaco».
Qualche sindaco della Bassa che avrebbe potuto farlo non si è ricandidato, lei invece ha deciso di ripresentarsi.
«È una scelta maturata dopo una riflessione: ritengo di poter dare il mio contributo per continuare quello che abbiamo iniziato».
Che bilancio fa di questi primi 5 anni da sindaco?
«Sono molto soddisfatto. Perché c’è stata una trasformazione degli enti locali e siamo riusciti a trasformare anche il Comune di Campagnola, sia sotto il profilo del personale che delle azioni messe in campo. Dall’altra parte, va detto che abbiamo fatto molti investimenti: siamo riusciti a rifare il nido, restaurare la scuola elementare; abbiamo iniziato tanti percorsi per realizzare nuove piste ciclabili e abbiamo messo in campo le azioni per la realizzazione della rotonda a Ponte Vettigano, un’opera attesa da 30 anni. Si parla di investimenti da 3,5 milioni di euro. Mentre negli ultimi 5 anni l’indebitamento è diminuito, passando da 220 a 170 euro per abitante».
Gli obiettivi per i prossimi 5 anni?
«La riqualificazione della piazza, innanzi tutto: le risorse si sono sbloccate a fine 2018. E continuare il percorso del parco urbano. E poi bisogna ragionare sui giovani. Le cose da fare sono tante».
Con che squadra si ripresenta?
«Con una squadra rinnovata, formata dai sei uomini e sei donne. Con il vice sindaco Valla e l’assessore Olivia Caramaschi dentro e due attuali consiglieri, Alessia Pedrazzoli e Stefano Russo. Le altre nuove otto figure portano tanta esperienza da tutto il territorio».
In caso di vittoria, ha già pronta anche la giunta?
«Confermata l’assessore Stefania Sola, poi entreranno Silvia Parmigiani, Claudio Caretta e Iljc Pedrazzoli. Le deleghe sono da definire».
C’è un tema che ha animato la fine di questa legislatura: la scoperta di un doppio conto corrente intestato al Comune. Un’anomalia rispetto alla norma.
«A metà dello scorso anno la nuova ragioniera – una figura è stata cambiata a cavallo tra 2017 e 2018 – ci ha segnalato la presenza di due conti correnti. Da metà anni 80 la normativa è cambiata e bisognava unificarli. Abbiamo contattato la precedente ragioniera e la banca stessa ci ha risposto all’inizio di quest’anno: c’è stato un rimpallo di responsabilità dalla metà anni 80, tra la banca e la ragioniera per stabilire a chi sarebbe toccato fare questa procedura. È ancora tutto da capire. Intanto, il consiglio comunale ha scelto di portare tutto in un unico conto, mentre stiamo facendo analisi sulla genesi: stiamo guardando 40 anni di documenti, neanche digitali. Nel segno della massima trasparenza». —
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