Gazzetta di Reggio

Reggio

Il rombo delle moto per salutare Fabio

Andrea Vaccari

In mille all’addio al diciottenne morto in A15, nei cuori di tutti la grande forza di mamma Roberta e papà Davide

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Decine e decine di moto lo hanno “scortato” dalla camera ardente di Reggio sino a Castelnovo Sotto, per poi accompagnarlo sino al cimitero, per il suo ultimo viaggio. Così gli amici di Fabio Ferrari, il 18enne morto martedì in un incidente stradale avvenuto sull’A15 a bordo della sua motocicletta, hanno voluto salutarlo nel giorno del suo funerale.

in mille in chiesa

Erano quasi un migliaio i giovani e giovanissimi, con la chiesa di Sant’Andrea che non ha potuto contenere tutti, coloro che hanno partecipato alle esequie ieri mattina, in un’atmosfera di grande commozione che ha accomunato tutto il paese. A questa grande commozione si è però associata, paradossalmente, una sensazione di serenità trasmessa dall’atteggiamento forte e aperto dei genitori di Fabio, che con i loro gesti hanno scaldato il cuore di tutti i presenti.

All’arrivo del feretro, la madre Roberta e la sorellina Vittoria sono entrate in chiesa stringendo tra le mani il casco colorato del ragazzo, salutando la folla con le dita a “V” in segno di vittoria, quasi come a voler dire che l’affetto e l’amore possono far superare anche questi momenti tragici. E anche il padre di Fabio, Davide – che era con il ragazzo al momento dell’incidente e ha visto tutta la dinamica dallo specchietto retrovisore – ha affrontato con grande coraggio il momento dei funerali, salutando e abbracciando tutti quelli che hanno voluto portargli un minimo di conforto.

È una grande dimostrazione di pacatezza e dignità quella mostrata in questi giorni da Davide Ferrari. Fabio martedì è caduto in uno scambio di corsia sulla A15 fra Berceto e Pontremoli: su quel tratto erano presenti alcuni cantieri per lavori in corso, a un certo punto è scivolato ma nel cadere ha urtato un camion che proveniva dalla direzione opposta. Una morte istantanea e terribile.

A officiare il rito funebre ieri, il parroco don Gabriele Carlotti, che ha speso parole di incoraggiamento per la famiglia Ferrari, nella convinzione che Fabio «romba in moto sulle strade di Dio». Attorno al sacerdote, tantissimi ragazzi e ragazze in lacrime, increduli nel vedere il loro amico e compagno di classe all’interno di una bara, quando fino a pochi giorni fa era insieme a loro, nella vita di tutti i giorni, in classe e fuori. Alcuni di loro, pur con la voce rotta dalla commozione, hanno preso il coraggio e sono andati al microfono, per regalare alcuni ricordi.

l’applauso

Tra i tanti a intervenire, anche il sindaco Francesco Monica, che ha salutato a lungo la famiglia, spendendo parole di conforto. Al termine degli interventi, il parroco ha chiesto ai presenti un applauso, che ha suonato per tanti come una liberazione, davanti alla quale poter lasciare andare tutte le lacrime.

Al termine, all’uscita del feretro dalla chiesa, centinaia di persone assiepate sotto ai portici e sul sagrato hanno salutato Fabio per l’ultima volta. Insieme a loro, il forte rombo dei motori delle decine di motociclette presenti, che poi si sono riunite in corteo per percorrere tutta via Gramsci. La processione dei mezzi è stata seguita a passo d’uomo dal carro funebre e, a metà strada, un’altra vigorosa accelerata prima dell’arrivo al cimitero. Ultima tappa del troppo breve viaggio di Fabio. —



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