Gazzetta di Reggio

Reggio

il bando contestato 

Accoglienza, tutto fermo in attesa delle elezioni nonostante la gara deserta

E.L.T.

Il 30 giugno scade la precedente gara assegnata dalla Prefettura seguita da un bando disertato dalle coop in protesta

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REGGIO EMILIA. La gara per assegnare i servizi di accoglienza dei migranti a Reggio poche settimane fa è andata deserta. Una débacle sulla quale mancano ancora soluzioni. L’idea prevalente è che con il clima politico attuale è meglio attendere almeno il prossimo passaggio elettorale. Certo è che le coop reggiane hanno bollato come «inaccettabili» le condizioni proposte definite dal ministero dell’Interno ed emesse dalla prefettura d Reggio in relazione al funzionamento dei centri di prima accoglienza, chiamati ad assicurare esclusivamente vitto e alloggio.

Il dicastero in mano a Matteo Salvini, infatti, ha ridotto da 35 euro a circa 21 euro lordi pro capite la spesa per l’accoglienza di ciascun migrante al giorno. E mentre la normativa precedente prevedeva nei centri di accoglienza una presenza costante di infermieri, 24 ore su 24, ora questa presenza è ridotta a sole 6 ore al giorno. Queste e altre soglie fissate per volontà politica anche da Salvini, hanno portato alla mancata assegnazione del bando.

Un’azione di protesta sostanziale e ponderata, perché secondo le cooperative non c’è il margine minimo di sostenibilità. «Per ridurre i costi non si può fare cattiva accoglienza e generare rischi per le comunità, ma bisogna abbreviare i tempi di permanenza accelerando le pratiche» era stata la presa di posizione di Confcooperative Reggio Emilia, alla quale aderiscono tutte le cooperative sociali reggiane: Dimora d’Abramo e L’Ovile come capofila, unitamente a Centro Sociale Papa Giovanni XXIII, Coress-Il Piccolo Principe, La Vigna, Madre Teresa, che in questi anni, insieme al Ceis e alla cooperativa Ballarò, hanno gestito i servizi d’accoglienza per quasi 3.000 rifugiati in terra reggiana, circa 1.400 dei quali ancora presenti nel nostro territorio.

Lo scontro è quindi forte e inedito per Reggio, città che si è specializzata nell’accoglienza dei migranti, ora osteggiata viste le proporzioni proprio dalla destra a livello nazionale, destando preoccupazioni e certamente un ridimensionamento dell’attività, come sperato - e annunciato dal palco anche a Reggio - dallo stesso Salvini, che ha impartito un taglio del 40% delle risorse giornaliere per ciascun migrante. —

E.L.T.

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