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degrado urbano 

Bivaccava al Valli Daspo ad un 48enne con divieto di stare lì per cinque mesi

Ambra Prati
Bivaccava al Valli Daspo ad un 48enne con divieto di stare lì per cinque mesi

Impennata degli ordini di allontanamento: 50 da inizio anno Il questore: «Strumento da applicare con rinnovato vigore»

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reggio emilia. Ordini di allontanamento: la questura di Reggio Emilia registra una impennata di questa misura antidegrado, che può sfociare nel Daspo urbano.

Se la polizia di Stato ha eseguito 18 ordini di allontanamento nell’ultimo mese e mezzo, la polizia municipale di Reggio ne ha notificati 30 dall’inizio dell’anno (che si aggiungono ai 21 eseguiti dal comando di via Brigata Reggio l’anno scorso), facendo salire il numero dei segnalati a una cinquantina.

Ora il questore di Reggio Emilia Antonio Sbordone ha emesso due Daspo urbani.

Il primo nei confronti di un 48enne, foggiano residente in città, pizzicato dalla Squadra Volanti per ben due volte (il 23 e il 29 aprile) mentre stazionava sotto i portici del teatro Municipale Valli, «bivaccando in modi e atteggiamenti indecorosi, con l’assunzione nel contempo di alcol e in compagnia di pregiudicati, occupando lo spazio in dispregio della fruibilità del luogo».

Potendosi ritenere «una minaccia per la pubblica sicurezza», il 48enne è stato colpito dal divieto, per cinque mesi, di accedere all’area del Valli e dintorni (parco del Popolo, viale Allegri, viale Isonzo e via Leopoldo Nobili).

Il secondo Daspo ha riguardato il Comune di Scandiano, dove un 32enne di origine nigeriana, residente a Reggio, è stato sorpreso nel parcheggio di un centro commerciale intento all’accattonaggio molesto; per lo straniero è scattato il divieto di accedere al parcheggio e nelle vie limitrofe per sei mesi.

I controlli straordinari nelle aree critiche sono stati eseguiti, oltre che dal personale dall’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico con l’ausilio della Polizia del reparto Anticrimine.

La lotta al cosiddetto degrado urbano passa attraverso il decreto Minniti che, dall’estate 2017, concede la facoltà di emettere dei Daspo sanzionando condotte indecorose. In realtà la normativa prevede delle casistiche generali (ad esempio nei pressi di stazioni ferroviarie, aeroporti, nei confronti di parcheggiatori abusivi), che vanno integrate con le zone indicate dal “Regolamento di polizia urbana” (quali stazione storica, parchi pubblici ed aree museali); regolamento del quale il Comune di Reggio Emilia si è dotato, a differenza della maggior parte degli enti locali. Il “percorso” per arrivare al Daspo, inoltre, è piuttosto lungo: poiché la sanzione si basa sulla reiterazione, colui che bivacca deve essere colto in flagranza più volte (da parte di qualsiasi forza dell’ordine) per far scattare l’ordine di allontanamento prima e il Daspo poi. Se anche il Daspo non viene rispettato, per il soggetto può scattare la denuncia a piede libero ed eventualmente il foglio di via (prerogativa del questore) dalla città. Ma, pur trattandosi di un reato, la normativa non prevede l’arresto.

«Il Daspo urbano (quelli che riguardano lo stadio sono chiamati impropriamente Daspo) è a mio avviso uno strumento utile di contrasto all’illegalità diffusa, a tutela in particolare di alcuni quartieri cittadini», ha commentato il questore dottor Antonio Sbordone.

«Abbiamo intensificato la lotta al degrado. Adesso disponiamo di un buon numero di ordini di allontanamento – ha concluso Sbordone – Ora si tratta di applicare i Daspo con rinnovato vigore». —

Ambra Prati

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