Coop in allarme Ispezioni a raffica dopo l’avvertimento di Salvini a Reggio
Confcooperative chiede spiegazioni dopo l’arrivo degli avvisi A preoccupare l’attacco del ministro durante la visita in città
Una raffica di ispezioni sta per abbattersi sulle cooperative bianche reggiane. A dirlo sono gli avvisi inviati in questi giorni dal ministero dello Sviluppo economico (Mise) alle singole imprese cooperative, e che preannunciano attività di vigilanza straordinaria nei confronti di diverse realtà a Reggio. Si tratta delle cosiddette revisioni ministeriali straordinarie, che a Confcooperative non sembrano però giustificate «per ciò che conosciamo, da questioni di specifico rilievo o urgenza», scrive il presidente reggiano Matteo Caramaschi, che ha inviato a sua volta una lettera interna ai suoi omologhi dei vertici regionali e nazionali per chiedere di intervenire. Gli avvisi giunti a Reggio vengono visti come un’anomalia, visto che le ispezioni straordinarie - che avvengono ma solitamente su segnalazioni specifiche - verranno gestite direttamente dal Mise, saltando a piè pari gli osservatori territoriali in capo alle centrali cooperative.
Ma a preoccupare sono soprattutto gli affondi alle cooperative portati dal ministro dell’Interno Matteo Salvini durante la sua recente visita a Reggio. Dal palco e durante il tour non ha risparmiato attacchi alle cooperative nella città capitale del sistema. «Sono stufo di vedere pseudo-cooperative che hanno fatto i milioni di euro con l'immigrazione clandestina, a Reggio e non solo a Reggio. Anzi, se fossi nell’amico Di Maio farei un controllo su tutte le cooperative, per verificare quelle che sono cooperative vere e quelle che sono cooperative false, che sfruttano i lavoratori e non pagano le tasse che dovrebbero pagare. Questo chiedo al ministro del lavoro: vai a fare una belle verifica lì». La preoccupazione, evidentemente, è che si faccia di tutta l’erba un fascio, come sembra annunciare Caramaschi nella lettera avallata dal consiglio di presidenza di Confcooperative Reggio, sindacato pronto ad alzare gli scudi. Secondo una prima informazione a livello regionale, l’azione di verifica straordinaria avviata dal Mise riguarderebbe qualcosa come 360 cooperative nella sola Emilia-Romagna.
«Abbiamo ascoltato le parole del ministro degli Interni che a Reggio Emilia in questi giorni, pure in veste di capo del proprio movimento politico, ha sollecitato il Mise alla verifica straordinaria delle cooperative per le quali varrebbe un pregiudizio generale di elusione della legalità e delle imposte» scrive Caramaschi ai colleghi. La preoccupazione riguarda il possibile avvio di una strategia di accerchiamento con evidenti risvolti su Reggio, dove operano coop rosse - legate alla sinistra - e bianche, queste ultime cattoliche, capofila nell’accoglienza dei migranti, il cui bando territoriale è andato deserto - con relativa polemica - visti i livelli di copertura dei servizi considerati sotto soglia. «Subire questa azione di così vaste proporzioni - scrive allarmato Caramaschi - desta in noi un imbarazzo grave, ci impegna in un’attività straordinaria di grande impatto a chiaro discapito di quelle promozionali e di sviluppo». Il capo politico della Lega, in realtà, ha anche tributato un plauso poi alle coop pulite, essendo stato ospite a un’assemblea proprio di Confcooperative, che a livello locale esprime però allarme. «Non è irrilevante che dal livello politico e amministrativo giungano queste notizie negative di “messa in mora” ingiustificate invece di altre positive “dovute” da norme di legge e impegni che stiamo attendendo da tempo». —
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