Iren, rally dei ricavi ma l’utile viene limato nel primo trimestre
REGGIO EMILIA. Iren archivia il primo trimestre con un utile netto a 100 milioni di euro, -3,2% rispetto a 103 milioni di euro registrati al 31 marzo 2018. Tale decrescita - si legge in una nota - è legata anzitutto alla riduzione del risultato operativo (172 milioni di euro, -3,1%) imputabile ai maggiori ammortamenti (+12 milioni di euro), comprensivi dell’effetto derivante dalla variazione di perimetro a seguito del consolidamento di Acam e San Germano, e a minori accantonamenti e svalutazioni (-1 milione di euro). I ricavi si attestano a 1,2 miliardi di euro con un +19,9% rispetto al miliardo dello stesso periodo dell’anno precedente. Il margine operativo lordo (Ebitda) cresce dell’1,9% a 274 milioni di euro. «Le operazioni di integrazione di Acam, Maira, Spezia Energy Trading e San Germano hanno contribuito all'ebitda per circa 7 milioni», sottolinea il presidente Paolo Peveraro.
L’indebitamento finanziario netto pari a 2 miliardi e 525 milioni di euro è in aumento di 72 milioni di euro rispetto a 2 miliardi e 453 milioni al 31 dicembre 2018. Escludendo l’effetto dell’applicazione dell’Ifrs16 pari a 105 milioni di euro, l’indebitamento finanziario netto risulterebbe in calo di 33 milioni di euro.
È stato significativo il contributo dalla generazione elettrica e calore (+12 milioni di Ebitda). Crescita organica di circa 6 milioni di Ebitda, supportata da 86 milioni di investimenti (+26,5%). Sinergie pari a 3 milioni di Ebitda. L’ingresso nel perimetro di consolidamento di Acam, Maira, Spezia Energy Trading e San Germano ha avuto effetti positivi per circa 7 milioni di Ebitda. Resta solida la base clienti nei settori energetici (circa a 1,8 milioni di clienti), in aumento di oltre 15.000 unità rispetto al 31 dicembre 2018. —
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