Gazzetta di Reggio

Reggio

al pronto soccorso 

Aggredì il poliziotto in ospedale: condannato

E.L.T.
Aggredì il poliziotto in ospedale: condannato

Tre mesi di carcere con il rito abbreviato disposti per il 56enne brescellese giudicato responsabile delle lesioni all’agente

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REGGIO EMILIA. Aveva cercato di strappare la pistola a un poliziotto ingaggiando un corpo a corpo al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria, mentre un paziente cercava di difendere l’agente brandendo un estintore e gli altri pazienti che pongono poi fine all’aggressione facendo da scudo alla divisa. Un violento episodio avvenuto nel marzo scorso per il quale è stato condannato ieri a 3 mesi di carcere con rito abbreviato A.P., 56enne di Brescello, difeso dagli avvocati Federica Ghesini e Giuseppe Migale Ranieri. Il tribunale ha acquisito una perizia che ha alleviato la posizione dell’imputato, colpito ieri dalla sentenza.

L’aggressione - che ha portato poi all’imputazione per lesioni e resistenza all’arresto - era avvenuta all’interno dell’ospedale dove l’imputato aveva dato in escandescenze aggredendo un agente di 53 anni in servizio al posto di polizia.

L’uomo andato su tutte le furie, originario del Crotonese, prese a pugni il poliziotto, inseguendolo poi per i corridoi tentando di sottrargli l’arma di ordinanza, fino a spintonarlo. Solo l’intervento dei colleghi della questura ha posto fine al parapiglia, con il responsabile che è stato inseguito e preso all’esterno.

Fu un assalto senza esclusione di colpi, che si è concluso con le manette scattate ai polsi del calabrese. Tutte ebbe inizio verso le 11.30 all’interno dell’ufficio di polizia situato al pianterreno, a pochi metri dal triage del pronto soccorso, dove il poliziotto – abitualmente assegnato al presidio ospedaliero – era intento a completare un verbale. Di fronte a lui era seduto il 56enne che, all’improvviso e senza alcuna ragione apparente, gli è saltato addosso, cercando di colpirlo con una serie di pugni. Il poliziotto, colto di sorpresa, ha cercato di sottrarsi alla furia uscendo dalla stanza, ma è stato inseguito dall’aggressore che, minacciandolo di morte, lo ha tallonato cercando il contatto fisico e tentando a più riprese di impossessarsi dell’arma d’ordinanza. L’agente ha pensato anzitutto a difendere l’arma e il corpo a corpo in movimento è andato avanti per alcuni interminabili secondi. L’aggredito non ha potuto far altro che cercare di parare i colpi. La lotta è stata complicata dall’intervento di un altro paziente, un habitué del pronto soccorso, che ha perfino afferrato un estintore per difendere il poliziotto, a suo dire gentile nei suoi confronti tanto da offrirgli spesso il caffè. Poi l’epilogo con l’arresto e la prognosi di guarigione di 12 giorni rimediata dall’agente. —

E.L.T.

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