Cocaina in stazione Prese due donne Avevano ovuli nascosti nel corpo
Le nigeriane di 27 anni sono arrivate in treno da Bologna Grazie alle radiografie in ospedale recuperati tre etti di droga
Viaggiavano in coppia, in treno, come due amiche. Invece le due 27enni nigeriane trasportavano rispettivamente 12 ovuli nascosti nelle parti intime e 11 ovuli nello stomaco. La Squadra Mobile della Questura ha intercettato un carico complessivo di 275 grammi di cocaina – per un valore approssimativo, al minuto, di 22mila euro – destinata alla piazza reggiana, smascherando gli insospettabili corrieri in gonnella, dietro alle quali si ipotizza un sodalizio criminale ben strutturato. Le due “ovulatrici” Josephine Idumwonyi e Rachel Omoie, in regola con il permesso di soggiorno, residenti la prima a Trapani e la seconda a Bologna (ma il domicilio è al centro di accertamenti), sono finite in manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Le donne ora si trovano in carcere a Modena (visto che manca la sezione femminile alla Pulce), in attesa dell’udienza di convalida.
IL FERMO
La trappola è scattata lunedì pomeriggio in piazzale Marconi. Le giovani erano appena scese da un treno proveniente da Bologna (ma è possibile che il punto di partenza fosse un altro), quando, appena uscite sul piazzale, sono state fermate dagli agenti della Mobile. I poliziotti sono andati a colpo sicuro: la comparazione di diversi elementi – raccolti grazie al monitoraggio continuo dell’area degli agenti in borghese del Reparto Prevenzione Crimine e di quelli in divisa del posto di polizia di via Turri – e lo sviluppo investigativo indicavano che fosse imminente, in stazione, una consegna di stupefacente.
Nulla però faceva sospettare la presenza del prezioso carico all’interno del corpo delle giovani; tant’è che le stesse 27enni, sottoposte a perquisizione personale (risultata negativa) sono parse tranquille fino al momento in cui, in Questura, hanno capito che sarebbero state portate in ospedale. A quel punto hanno iniziato ad agitarsi. Difatti al Santa Maria Nuova, alla presenza di un agente donna, le due 27enni sono state sottoposte ad una perquisizione corporale, suggellata da lastre a raggi “x” finali. Il risultato è stato sorprendente: Rachel aveva ingerito 139 grammi di cocaina (11 ovuli), sigillati dentro a un cellophane che aveva appena passato l’apparato digente. Josephine aveva invece una quantità di sostanza pari a 136 grammi per 11 ovuli non deglutita, bensì nascoste nei genitali, in un cellophane lasciato aperto.
Gli ovuli (sui quali sono stati scritti, con un pennarello nero, la sigle “P” e “PW”) sono stati sequestrati, insieme ai tre cellulari nella disponibilità dei corrieri. Le analisi di laboratorio dovranno indicare il grado di purezza della polvere bianca, che si sospetta elevato. Le giovani si sono chiuse nel più stretto riserbo, facendo scena muta davanti alle molteplici domande degli investigatori, ai quali ora spetterà il compito di ricostruire la filiera della droga e di capire da dove fosse stata spedita, visto che sulla destinazione non sussiste alcun dubbio. Ora la sfida è individuare il mandante delle due donne, con il ruolo di meri “corrieri”.
IL PRECEDENTE
Il precedente risale al 25 marzo del 2017, quando un pakistano 46enne, partito dalla Grecia, passato da Roma e sceso alla stazione Mediopadana, venne pizzicato dalla Polfer con 60 ovuli ingeriti, per un peso di mezzo chilo. In tribunale l’arrestato affermò di essersi prestato per un compenso irrisorio: 600 euro. —
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