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il concorrente nostrano 

Il manager Paolo Bucchi unico reggiano in corsa «Puntiamo ai primi 100»

A.Z.
Il manager Paolo Bucchi unico reggiano in corsa «Puntiamo ai primi 100»

Il presidente della Comet correrà a bordo di una MG-Tb Sport “Compressore” del 1939 accompagnato dalla moglie navigatrice esperta

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REGGIO EMILIA. Unico reggiano al via della Mille Miglia 2019, sarà il presidente e amministratore delegato di Comet, azienda del Gruppo Emak di Bagnolo in Piano: Paolo Bucchi, alla sua quarta partecipazione.

Il manager dell’importante brand reggiano leader nella costruzione di macchine agricole e per l’industria, condividerà l’abitacolo con la moglie Maria Angela Snelli, è di Salsomaggiore anche se, spiega, si sente «reggiano adottivo».

I coniugi Bucchi condurranno una MG-Tb Sport “Compressore” del 1939 a cui è stato assegnato il numero 131. Una vettura che Bucchi ha preso appositamente per questa corsa nella speranza di entrare nei primi cento della classifica assoluta.

«Dopo tre edizioni a bordo di una Gran Turismo del 1955 – racconta il reggiano d’adozione – quest’anno parteciperemo con una vettura anteguerra con caratteristiche molto differenti dalla precedente, impegnativa ma estremamente affascinante dal punto di vista sportivo ed agonistico. Puntiamo ad un ulteriore passo in avanti della classifica generale che è andata sempre migliorando».

Quell’1.60 di coefficiente potrà tornare molto comodo, vero?

«Si, è un buon coefficiente. Dovrebbe renderci ancor più performanti rispetto agli anni passati».

Ha detto: “Volevo fare la corsa ancora con mia moglie e ci sono riuscito”. Forse perché Anna Maria è navigatrice esperta?

«Certo essere affiatati è utile. Ma per noi sarà una nuova esperienza, visto che cambiare vettura non è mai semplice. Abbiamo affinato gli strumenti e la tecnica di guida con i tempi delle prove speciali: è sempre un fattore delicato. La Mille Miglia è sempre un’emozione e correrla con la nostra nuova vettura del 1939, che ci inserisce in un raggruppamento di auto veramente speciali, stimola ancora di più a fare bene».

Qual è l’obiettivo vero che vi siete prefissati?

«Il vero obiettivo comunque resta sempre vedere l’arrivo e la bandiera a scacchi a Brescia». —

A.Z.

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