Le Reggiane infiammano il confronto a cinque fra i candidati a sindaco
Al teatro Valli il dibattito elettorale organizzato dall’associazione degli industriali Diverse posizioni sulle ex Officine: tecnopolo, museo, supermercato, pompieri
Nella serie di confronti pre elettorali organizzati fra i candidati a sindaco di Reggio Emilia, ieri pomeriggio è stato il turno del dibattito convocato da Uninustria per sottoporre e discutere con i cinque in corsa alla poltrona di primo cittadino l’idea di città del futuro immaginata dall’associazione degli industriali.
Nella placida cornice della Sala degli Specchi del teatro Valli, nel botta e risposta Daniele Codeluppi (Reggio Emilia in Comune), Rossella Ognibene (M5S), Cinzia Rubertelli (Alleanza Civica) Roberto Salati (centrodestra) e Luca Vecchi (centrosinistra) hanno risposto serenamente alle domande del giornalista Massimiliano Panarari. Sempre, tranne che in un caso: quando si è trattato di parlare del futuro delle Reggiane. Un tema che non a caso racchiude tutti i punti principali contenuti nel programma dei candidati, dalla sicurezza all’innovazione, dalla riqualificazione alla gestione dei bandi pubblici.
contro la lega
Il primo a rispondere è stato il sindaco uscente, in corsa per il secondo mandato. «Quando sono partito cinque anni fa – ha ricordato Vecchi facendo riferimento, qui e in tutti i suoi interventi, alle azioni svolte dalla sua giunta – ho ereditato l’idea del Parco innovazione dalla precedente amministrazione. Però era solo un’idea, e c’era il Tecnopolo che era vuoto. Oggi il Parco è una realtà, ci lavorano centinaia di persone, c’è un piano di investimento certo che appalterà presto anche il Capannone 15. Li c’è l’anima profonda della città, la storia del lavoro di fabbrica che ha portato benessere e abbiamo tenuto vivo quel filo rosso che dalle battaglie operaie arriva ad oggi». Anche se, ha concluso Vecchi, non abbiamo avuto grande solidarietà dal sistema politico, la Lega voleva levarci i fondi».
supermercato
A replicare al sindaco uscente è stato Salati, il quale ha esordito con una confessione che ha strappato qualche sorriso in sala: «Vista la vastità dell’area – ha commentato in riferimento alle Reggiane – forse era il caso di fare lì un supermercato senza andare a rimuovere la parte di verde di via Luxemburg». Supermercato che forse, nelle intenzioni di Salati, sarebbe servito anche alla spesa dei vigili del fuoco che si vorrebbero trasferire nella zona delle Officine.
«La Lega ha convocato il sottosegretario agli Interni, il senatore Stefano Candiani, e gli ha fatto visitare la zona – ha continuato – e abbiamo pronto un investimento da 50 milioni di euro per realizzare in quel punto la nuova caserma dei vigili del fuoco. Diventerebbe uno dei quattro poli nazionali centrali, con una scuola per fare formazione con corsi di nove mesi».
museo e concorso di idee
Un’idea, quella dei vigili del fuoco, sostenuta anche dalla candidata del M5s che ha però ribadito la volontà di realizzare «un concorso internazionale di idee per dare maggior prestigio alle Officine. Si potrebbe anche ipotizzare la creazione di un Centro internazionale di prevenzione del rischio» ma, ha concluso la Ognibene, «mi piacerebbe realizzarvi un «museo della storia del ’900 reggiano, dove collocare anche la storia industriale delle Reggiane».
più partecipazione
Nessun dubbio invece per la Rubertelli sulla necessità di riqualificare le ex Officine. Ciò che viene contestato dalla consigliera uscente di opposizione, invece, è il metodo: «Quello che abbiamo vissuto in questa consiliatura è stato un iter gestionale con una condivisione davvero molto scarsa. Su quell’area occorre una regia competente e capace ma soprattutto che agisca con la massima trasparenza». Su questo, ha concluso la candidata, «ci siamo battuti e continueremo a batterci», soprattutto sulla trasparenza di ciò che riguarda «le Stu Reggiane, società partecipata dal Comune e da Iren».
la povertà
Più attento alle questioni degli ultimi, infine, è stato Codeluppi: «Alle Reggiane abbiamo il polo che sta crescendo e accanto centinaia di persone che vivono nella povertà. Credo che dobbiamo stimolare i corsi di laurea umanistici di Unimore che possano creare professionalità utili non solo all’industria ma anche a queste persone». —
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