«Sperimentazioni 6 mesi prima delle scosse, ma alla Commissione non fu detto»
Così l’ex presidente della Ichese, che indagò le correlazioni tra sisma e attività petrolifera, parla ai microfoni di Report
REGGIOLO. «Non ci fu mai segnalato che in quell’impianto era in corso un’attività particolare. E ciò potrebbe aver avuto una qualche importanza. L’esperimento è stato fatto subito prima del terremoto: c’è quanto meno una correlazione temporale tra i due eventi».
Sono dichiarazioni dirompenti quelle rilasciate ai microfoni del giornalista Emanuele Bonaccorsi della trasmissione di Rai Tre “Report” – messa in onda lunedì sera – dal geologo inglese Peter Styles: è l’ex presidente della Commissione Ichese (International Commission Hydriocarbon Exploration Seismicity Emilia Region) istituita dal Dipartimento Nazionale di Protezione civile nel 2012, per stabilire se ci fossero state o no correlazioni tra gli eventi sismici del 20 e 29 maggio in Emilia e l’attività petrolifera.
Il lavoro degli studiosi venne reso noto nel 2014. Stabiliva che gli episodi sismici del maggio 2012 fossero «statisticamente correlati con l’aumento dell’attività di estrazione e re-iniezione di Cavone». E che quindi non poteva essere escluso che «le azioni combinate di estrazione e iniezione di fluidi in una regione tettonicamente attiva possano aver contribuito, aggiungendo un piccolissimo carico, alla attivazione di un sistema di faglie che aveva già accumulato un sensibile carico tettonico e che stava per raggiungere le condizioni necessarie a produrre un terremoto».
La Commissione Ichese parlava del Cavone – un impianto di Novi di Modena – ma non di quello di Minerbio (Bologna). A cui invece ora ai microfoni di Report il professor Styles fa riferimento. E in particolare, si riferisce alla sperimentazione per la prima volta alla fine del 2011 – circa 6 mesi prima del terremoto – della sovrappressione al 107% di 356 milioni di metri cubi di gas. Un’azione della quale la Commissione Ichese, rivela ora il geologo inglese, non avrebbe ricevuto compiuta documentazione sul volume della sovrappressione. Chiarendo che, se lo avessero saputo, ci avrebbero dedicato più tempo.
Il giornalista di Rai Tre ha chiesto conto all’amministratore delegato Massimiliano Erario di Stogit, la società al 100% di Snam, titolare dell’impianto di Minerbio (un sito naturale di gas metano esaurito negli anni ’70 e da allora utilizzato come stoccaggio di metano e per la quale c’è una richiesta di Via per aumentare del 16% il gas da iniettare). Il quale assicura di aver allora fornito «tutti quanti i dati per come sono stati richiesti» dal Mise. Mentre Franco Terlizzese, l’ex campo dell’Unmig del Ministero dello Sviluppo Economico, si dice convinto che anche questa documentazione sia stata data all’Ichese.
Non è la solo dichiarazione bomba dell’ex presidente della Commissione Ichese rilasciata ai microfoni di Report. Sostiene che prima della presentazione ufficiale della relazione conclusiva, qualcuno avrebbe informato le aziende petrolifere. Tanto che Eni e Gas Plus invitarono la Commissione a un incontro, il 13 dicembre 2013 presso il Dipartimento della Protezione civile, dove è stato presentato un controstudio di Eni realizzato da un gruppo di professori americani. «Le aziende si presentarono con i loro avvocati: non mi era mai successo prima – dichiara Styles – presentarono un studio che avevano commissionato che escludeva ogni correlazione col sisma. E ci chiesero in maniera non molto cortese di cambiare le conclusioni del nostro rapporto. Hanno provato a legarci un braccio dietro la schiena. Ma sfortunatamente per loro questi mezzi non funzionano con me».
Nel 2014, la Regione promosse la formazione di un nuovo gruppo di studio, chiamato “Laboratorio Cavone”. Ma Report punta il dito su chi lo finanziò, parlando di conflitti di interessi: c’è Assomineraria, per esempio. E gli studi, sempre secondo Report, vennero assegnati agli stessi scienziati americani che avevano lavorato per Eni.
Il risultato fu opposto a quello di Ichese: scagionavano il Cavone. Ma per il giornalista della rivista “Science” – che pubblicò in esclusiva i risultati di Ichese – Edwin Cartlidge, sentito da Report, hanno analizzato una faglia sbagliata, diversa da quelle che ha prodotto il terremoto del 2012.
Il professor Styles inoltre rivela – mostrando uno scambio di mail – di aver ricevuto pressioni dalla Regione per escludere una correlazione tra terremoto e attività umane: «Non volevo che questo documento venisse diffuso come un riflesso del mio lavoro. Non si può dire una cosa del genere su di un’area di particolare instabilità sismica». Accuse però che l’assessore regionale Paola Gazzolo, sentita dalla stessa trasmissione, ha respinto. —
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