«Con il parmesan americano pronti allo sbarco in Europa»
REGGIO EMILIA. Ci sono delle dichiarazioni pubblicate in un bel reportage del Sole24ore (“Wisconsin, viaggio nella valle dove nasce il Parmesan”) che stanno facendo imbufalire i casari reggiani. A parlare dal Wisconsin - dove ogni 5 abitanti c’è una mucca da latte - è Errico Auricchio, uno dei dieci nipoti della famiglia omonima, ma che si è trasferito lì con la famiglia nel 1979 da Cremona dando vita alla sua azienda, la BelGioioso Cheese, che produce dalle mozzarelle, ai gorgonzola fino al parmesan, formaggio quest’ultimo che sfida la Dop nostrana sui mercati esteri ma che, dice Auricchio, ha ragion di esistere essendo il mercato di sbocco molto più grande delle potenzialità di produzione delle aziende del consorzio del Parmigiano Reggiano. Posizione condivisa da molti industriali del settore ma che diventa fumo negli occhi per reggiani e parmigiani della Dop. «Per poter usare un marchio negli Stati Uniti ci sono due condizioni da soddisfare - dice Auricchio durante l’intervista - devo essere solo io a usarlo e il marchio non deve confondersi con altri prodotti» racconta dalla sua azienda americana anche in qualità di presidente del Consortium for common food names, (Ccfn), l’associazione internazionale, con sede a Washington che si batte proprio per il diritto a utilizzare i nomi comuni dei prodotti alimentari. «Credo che ormai si produca più parmesan all’estero che in Italia. Se pure i produttori di Parmigiano Reggiano volessero, con il latte di Parma e di Reggio Emilia non riuscirebbero a soddisfare tutta la domanda di prodotto che c’è. Una cosa è l’origine: la mozzarella di bufala campana Dop è quella che si produce in Campania e nessuno ha il diritto di produrla se non è lì, ma la mozzarella è un tipo di formaggio. La difficoltà è sul nome comune. Importante è non fare confusione con l’origine».
L’idea di fondo, quindi, è che il formaggio c’è ed è replicabile senza poter però usare le denominazioni originali. Ma un altro fattore messo in evidenza da Auricchio è il prezzo: «Per acquistare un pezzo di 450 grammi di Parmigiano Reggiano negli Usa ci vogliono 15 dollari, contro la metà del parmesan americano. Ci sono tanti consumatori che preferiscono il Parmigiano Reggiano, altri che guardano il prezzo e comprano il nostro. Il mercato americano è molto grande e c’è spazio per tutti. Noi d’altronde non possiamo esportare il nostro formaggio in Europa. Ma sono convinto che se Trump verrà rieletto con altri 4 anni entreremo anche noi in Europa». Un’opportunità commerciale suonata come una minaccia per casari e commerciali del Parmigiano Reggiano, visto che questa potenziale apertura suonerebbe come un’intrusione nel mercato più prossimo, quello europeo. E pensare che BelGioioso non è tra i più grandi produttori di formaggio italiano in Nord America, dove sono in molti a scalpitare. Prima dell’azienda di Auricchio c’è Leprino, immigrato siciliano che ha un’azienda specializzata nella produzione di mozzarella con 4mila dipendenti e che rifornisce con il suo formaggio le grandi catene americane di pizza come Pizza Hut. Altro grande produttore è la famiglia Saputo a Montreal, società quotata e il cui figlio del fondatore Joey è proprietario del Bologna calcio. E infine ci sono i francesi di Lactalis, che controlla Parmalat. Una bella sfida tra colossi e Dop. —
Enrico Lorenzo Tidona
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