Il vescovo operato d’urgenza per una peritonite
Camisasca sottoposto a un intervento chirurgico nella serata di martedì: forse oggi verrà dimesso e tornerà in vescovado
Massimo Camisasca si è prontamente ripreso dopo l’operazione chirurgica a cui è stato sottoposto martedì a causa di un improvviso attacco di peritonite. Nella notte precedente il vescovo era stato colto da forti dolori addominali accompagnati da febbre alta. Il suo medico personale, Marco Marziani, ha accertato la gravità della situazione e nel pomeriggio di martedì l’ha accompagnato all’ospedale Santa Maria Nuova, dove è stato subito disposto un intervento, eseguito in laparoscopia da Stefano Bonilauri, primario di Chirurgia generale d’urgenza.
Camisasca è entrato nella sala operatoria intorno alle 22.30 e ne è uscito poco prima di mezzanotte. Fin dalle prime ore di ieri ha dimostrato di essere sulla via di una completa guarigione. Si prevede, perciò, che la sua degenza sarà molto breve. Forse già oggi potrà ritornare nel Vescovado, dove trascorrerà la convalescenza per una decina di giorni. Naturalmente ha dovuto annullare i prossimi impegni, tra cui la visita all’unità pastorale Fortitudo Unitatis di Cerredolo di Toano e la partecipazione all’assemblea generale della Cei la settimana prossima.
Conta, invece, di potere presiedere la messa per le ordinazioni diaconali sabato 25 maggio alle ore 18 nella basilica della Ghiara.
Camisasca non aveva avvertito alcun serio malessere fino al giorno precedente. Domenica scorsa, infatti, aveva ricevuto il cardinale Pietro Parolin, segretario di stato del Vaticano, e con lui aveva celebrato la messa nella Ghiara nel quattrocentesimo anniversario della traslazione della miracolosa immagine della Madonna nella basilica allora costruita. Un altro serio problema di salute l’aveva colpito l’estate scorsa a Giandeto di Casina, dove ebbe un mancamento nel pomeriggio del 9 agosto. Lo soccorse don Patrick, un prete della fraternità sacerdotale missionaria San Carlo Borromeo, fondata da Camisasca nel 1985. Il vescovo, febbricitante, fu prontamente ricoverato nell’ospedale Santa Maria Nuova nel reparto di Osservazione breve e intensiva. I medici diagnosticarono un’infezione che aveva interessato le vie respiratorie. Sottoposto con successo a una terapia antibiotica, vi trascorse diversi giorni di degenza. Si ipotizza che la malattia fosse provocata da un batterio trasmesso dall’aria condizionata dell’aereo su cui aveva compiuto un viaggio di ritorno dal Sud America. —
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