Gazzetta di Reggio

Reggio

in memoria della strage 

Morto ai Giardini pubblici l’abete di Falcone e Borsellino

L’albero, piantato nel 1992 in ricordo dei due magistrati, si è seccato  Pellini (Consulta verde): «È auspicabile che venga sostituito al più presto»

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reggio emilia. Dopo quasi ventisette anni di vita, è morto l’abete rosso piantato ai Giardini pubblici in memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi dalla mafia il 23 maggio e il 19 luglio 1992. A segnalarlo è Ugo Pellini, membro della Consulta verde del Comune e fra i più attenti osservatori dello stato delle piante cittadine.

Non si tratta, scrive Pellini riferendosi all’abete, «solo di una delle tante piante alla fine del ciclo vegetativo in città, ma è un “albero simbolo” perché è dedicato a Falcone e Borsellino. Messo a dimora nel 1992 proprio per il sacrificio dei due giudici siciliani che hanno dedicato la loro vita alla lotta contro la mafia e proprio per questo assassinati, ha in questi anni fatto da punto di riferimento e segnalato da lontano una lapide deposta il 23 maggio 2011». La targa che ai Giardini pubblici identificava quell’albero, in realtà, esisteva dal 1992 ma con il tempo era scomparsa. Ma, anni dopo, ne fu apposta una seconda per iniziativa di “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie”, il giornalino studentesco “Cortocircuito” e il “Collettivo Locomotori”.

«Quel giorno a Reggio venne organizzata una manifestazione che coinvolse studenti, autorità e tanti cittadini – ricorda Pellini – che si era conclusa, al termine di due cortei che avevano attraversato la città, con l’apposizione di una targa sotto l’albero già allora presente». È quindi auspicabile, conclude l’esperto del verde, «che l’Abete di Falcone e Borsellino, ormai morto, venga rimosso al più presto e soprattutto sia sostituito, eventualmente dopo un’altra cerimonia pubblica che coinvolga ancora scuole, autorità e cittadinanza. Se non altro per dare un segnale che la lotta alla mafia non ha fatto la fine di questo albero che la rappresentava, ma che deve continuare giorno per giorno». —

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