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Reggiani di 73 e 76 anni dispersi sul Cusna

Ambra Prati
Reggiani di 73 e 76 anni dispersi sul Cusna

L’allarme alle 15.45 con il cellulare, poi più nulla. La bufera di neve e il vento hanno ostacolato una trentina di soccorritori

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villa minozzo. «Siamo sul monte Cusna, ma abbiamo perso l’orientamento, sorpresi dalla tormenta. Siamo affaticati e preoccupati, ma stiamo bene». Di questo tenore la richiesta di aiuto arrivata al Soccorso Alpino ieri alle 15.45, che si è tradotta – per una trentina di uomini tra vigili del fuoco e Soccorso Alpino – in una estenuante giornata di ricerche, in condizioni meteo proibitive, temendo il peggio per i dispersi.

Dei due escursionisti si sa ben poco, visto che la richiesta di aiuto lanciata via cellulare è durata pochi istanti: a causa della mancanza di campo, la comunicazione si è interrotta all’improvviso e i soccorritori non sono più riusciti a mettersi in contatto con i malcapitati. Si tratti di due reggiani di 73 e 76 anni, residenti in provincia, che ieri hanno deciso di avventurarsi sul monte più alto dell’Appennino reggiano (2.121 metri) nonostante un’allerta meteo avesse preannunciato una tormenta di neve.

Gli escursionisti hanno avuto pochi secondi a disposizione, appena sufficienti per raccontare il sentiero percorso fornendo sommarie indicazioni alla stazione Saer (Soccorso alpino dell’Emilia-Romagna). Secondo gli esperti, la posizione presunta dei reggiani avrebbe dovuto essere in località Passone, tra la cima del monte e il rifugio Battisti, sul versante Sud che guarda verso la Toscana.

In un primo tempo sono partite due squadre a piedi da versanti differenti: una battuta “a tenaglia” nella speranza di intercettare i dispersi. Un gruppo è partito da Pianvallese (diventato il campo base avanzato) e un altro da Civago.

Ma il maltempo ci ha messo lo zampino, complicando parecchio le operazioni: dai 1.200 metri in su infuriava la tempesta, con la neve che cadeva copiosa di traverso, causando una pessima visibilità, con raffiche vento. Impossibile alzarsi in volo per l’elicottero Saer di Pavullo.

Intanto le ore passavano impietose, rendendo sempre più difficoltoso individuare i reggiani in difficoltà, che nel frattempo potevano essersi spostati, girovagando a vuoto. La macchina dei soccorritori, che cercavano a vista e a voce, si è via via infoltita: sul campo tutti gli uomini del Soccorso , una ventina, nella consapevolezza che gli escursionisti – all’addiaccio in un’area esposta alle intemperie e priva di ripari naturali – rischiavano la vita.

Una mobilitazione massiccia, con il raggio di ricerca che è stato ampliato, purtroppo senza esito. Alle 21.30, quando ancora non c’era aluna traccia dei dispersi, le squadre di terra hanno iniziato a scendere o a fermarsi nei rifugi. L’estremo tentativo si è incarnato in elicottero dell’Aeronautica Militare del Sar (search and rescue), dotato di speciali visori notturni che, decollato da Cervia, ha imbarcato un tecnico e un medico del Saer, più un terzo conoscitore della zona a Pianvallese. Se anche questo sorvolo si rivelerà infruttuoso, le ricerche riprenderanno all’alba di oggi. —

Ambra Prati

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