«Styles e Gazzolo riferiscano in Commissione l’accaduto»
Terremoto e stoccaggio gas, reazioni dopo le rivelazioni sull’Ichese a Report Bertani (M5s): «Troppi interrogativi». Gibertoni (M5s): «Fermare le attività»
REGGIOLO. «Con il senno di poi, non sono sicuro che tutte le informazioni che avrebbero potuto essere rilevanti per le nostre decisioni siano state messe a nostra disposizione... Potrebbe essere prudente, alla luce degli eventi devastanti del 2012 e con un occhio al futuro, dare un’ulteriore occhiata a queste attività, considerando l’enorme e accurato lavoro svolto in merito negli ultimi anni, specialmente negli Stati Uniti».
Co n queste parole il geologo Peter Styles, professore emerito di geofisica all’Università di Keele, in Gran Bretagna, e tra il 2012 e il 2014 presidente della Commissione Ichese, aveva già suggerito a febbraio, in una intervista a Radio Città del Capo, la possibile via d’uscita per quei dati sull’attività del giacimento di Minerbio che, come ha sostenuto anche ai microfoni di Report sui Rai Tre lunedì sera, non gli sarebbero stati messi a disposizione.
I dati sono relativi alle sperimentazioni di sovrappressione. Sperimentazioni che, ha denunciato Styles, non furono adeguatamente comunicate alla Commissione che doveva indagare eventuali correlazioni tra il terremoto del maggio 2012 e le attività petrolifere. E che altrimenti, anche per la coincidenza temporale (sei mesi prima del sisma), la Commissione avrebbe certamente preso in esame.
Intanto, sulla questione intervengono i Cinque Stelle. Come Andrea Bertani, capogruppo in Regione: «L’inchiesta di Report solleva più di un interrogativo sulle modalità con cui la Regione gestì il lavoro della Commissione. Dubbi davanti ai quali non possono certamente bastare i “non so” e i “non ricordo” dell’assessore Gazzolo davanti alle telecamere. Per questo depositeremo una richiesta di audizione in Commissione sia di Styles che della Gazzolo per cercare di ricostruire cosa realmente successe». «L’assessore Gazzolo, che faceva parte anche della precedente giunta della Regione guidata da Vasco Errani e che tenne in un cassetto per mesi proprio la relazione finale del Commissione Ichese, alle domande del giornalista ha risposto sostenendo di non ricordare o di non essere a conoscenza delle manovre che la Regione fece per cercare di smorzare le conclusioni alle quali Styles era arrivato – aggiunge – Risposta assolutamente inaccettabile anche in virtù di una mail scritta dallo stesso Styles che fa riferimento alle richieste dalla Regione Emilia-Romagna. Possibile che la Gazzolo non l’abbia mai ricevuta o letta? La Regione fece o no pressioni sulla Commissione? La Gazzolo poi era a conoscenza degli enormi conflitti di interessi che riguardavano i membri del gruppo di lavoro che analizzò il sito del Cavone?».
Gli fa eco la collega di partito in Regione, Giulia Gibertoni: «L’intervista a Peter Styles conferma una volta di più i dubbi che abbiamo già più volte esternato e il sospetto che non si sia fatto abbastanza a suo tempo, né si stia facendo abbastanza ora per scongiurare eventi catastrofici come quello che gli emiliani hanno vissuto nel 2012 e ricordano come fosse ieri». «Ne esce, nella migliore delle ipotesi, un quadro confuso e anche inquietante. Nel 2014 la Regione di fatto disconosce le conclusioni di una Commissione indipendente per aderire a quelle di un gruppo di lavoro finanziato dai soggetti controllati. E se è vero, come dice Styles, che alla prima Commissione non furono mai comunicati i volumi della sovrappressione operata presso Minerbio poco prima del sisma, questo è sufficiente per riaprire il caso – aggiunge – Bisogna fermare subito le attività che potrebbero nuocere, ricontrollare il materiale fornito, acquisirne di nuovo e rifare il percorso di analisi». —
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