Via al taglio di 15 tigli in centro Legambiente: «Perché ora?»
Gli ambientalisti protestano e mettono sotto accusa il periodo per le nidificazioni Il sindaco: «Decisione per ragioni di sicurezza, su quegli alberi non ci sono nidi»
san Polo. Fa discutere la decisione del Comune di San Polo di tagliare alcuni tigli del viale in centro.
Le operazioni sono iniziate ieri e le reazioni non sono tardate. «Se gli alberi potessero urlare gli abitanti della Val d’Enza sentirebbero urla strazianti alzarsi dei centri dei loro paesi. Qual è la loro colpa? Ed ecco la solita ridda di risposte: sporcano, sollevano l’asfalto, sono pericolosi, devono lasciar spazio ad un cantiere dimenticandosi che loro ci danno ossigeno e noi viviamo in uno dei luoghi più inquinati d’Europa» dichiara in una nota la presidente di Legambiente Val d’Enza, Clizia Ferrarini.
Che spiega, a proposito dei tigli del centro di San Polo, come «nel 2006 il tecnico spiega che i tigli sono stati danneggiati da potature e capitozzature, qualcuno fa qualcosa? Si cerca chi ha provocato i danni per farsi risarcire? Magari con quei soldi iniziare a curarli? No. Nessuno fa nulla. Anzi si tagliano un po’ di alberi. Nel 2010 altra relazione che ribadisce il malessere degli alberi, ribadisce la causa ed individua possibili soluzioni per curarli, qualcuno fa qualcosa? Nessuno cerca i colpevoli, nessuno chiede i danni, si taglia e stop. Ora a distanza di 9 anni sta succedendo la stessa cosa» scrive. Puntando il dito anche contro l’incontro informativo in programma ieri sera a Pontenovo sul tema. «Prima tagliamo, poi informiamo. È un po’ carente nella condivisione con la cittadinanza. Perchè tagliarli ora? Così non solo si uccide l’albero, ma anche tutti i nidi che accolgono. Nidificazioni che sono tutelate dall’Unione Europea con Direttiva specifica. Si può dichiarare un’urgenza quando da 13 anni il Comune sa che quegli alberi necessitano di cure? E se qualcuno avesse dichiarato l’urgenza, quando l’ha fatto? Prima o dopo Rievocandum? Sarebbe stato da folli fare una manifestazione sotto questi alberi sapendo che c’era un pericolo di crollo».
La Gazzetta ha chiesto conto al sindaco, Franco Palù. Che spiega come tutto sia partito dall’albero caduto nel febbraio scorso.
«Dopo quell’episodio, decidemmo di dare incarico all’Istituto fitosanitario di Reggio per verificare la situazione di tutte le piante – spiega –. Ora che hanno finito il loro censimento, è emerso che ci sono 15 piante su 200 per le quali non certificano la stabilità. Perciò abbiamo deciso di abbatterle per sostituirle tra due anni, prima serve un anno di riposo».
E alla domanda se ciò non metta a repentaglio le nidificazioni del periodo, Palù dichiara: «Secondo la Direttiva uccelli i tigli non sono soggetti a nidificazioni, comunque gli operatori durante l’intervento controlleranno».
Palù chiarisce così perché l’intervento è iniziato proprio ieri. «Se non lo avessimo fatto entro il 15 maggio avremmo perso il finanziamento del Ministero dell’Interno. La serata informativa è stata pensata per darne comunicazioni, ma avevamo già dato una risposta a una interpellanza della minoranza in consiglio comunale in merito».
Entro la fine della settimana i lavori di abbattimento dei 15 tigli – che si trovano tra via Gramsci, la zona della stazione e la piazza – saranno completati. —
El.Pe.
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