Casa di riposo in difficoltà «Il Comune ci aiuti o rischiamo di chiudere»
La presidente della cooperativa Nuovo Pungitopo: «Serve la piena accoglienza altrimenti saremo costretti a ridurre il personale»
Ventasso. La cooperativa sociale Nuovo Pungitopo, che gestisce la casa di riposo di Cervarezza, sollecita il Comune di Ventasso per una maggiore attenzione a questa storica struttura.
Spiega infatti Laura Ricò, presidente della Cooperativa: «Chiediamo maggiore attenzione da parte delle istituzioni locali, con particolare riferimento al Comune di Ventasso, sulle esigenze della struttura, attiva dal 2012 e riservata a persone autosufficienti o con lieve grado di non autosufficienza, che non necessitano di specifiche prestazioni ospedaliere. Offriamo la precedenza agli anziani residenti sul territorio comunale – prosegue Ricò, che è anche coordinatrice del servizio –. I nostri ospiti arrivano da altri Comuni della montagna e della provincia, e non solo. A fronte della capacità d’accoglienza di diciassette persone, non riusciamo però quasi mai a completare la nostra potenzialità ricettiva. Attualmente sono tredici gli assistiti, provenienti dai Comuni di Villa Minozzo, Carpineti e Carpi».
In queste condizioni, continua la presidente, «diventa tutto più difficile per noi, perché le spese di gestione e del personale sono importanti. Tra l’altro, a fronte di una quota giornaliera medio-bassa, offriamo un servizio di prima qualità, in un ambiente familiare, in cui, oltre all’ospitalità e all’assistenza, vi sono occasioni di vita comunitaria e disponibilità di sostegno nelle attività quotidiane. Non mancano attività pratiche, ricreative e culturali, per il il benessere fisico e mentale di ciascun ospite».
Il rischio immediato è quello «di essere costretti a ridurre il personale, che ora consiste in una decina di addetti, quasi tutte donne e residenti nel territorio di Ventasso, infermiere ed operatrici socio assistenziali. Pure sotto il profilo occupazionale svolgiamo un ruolo significativo in una zona di alta montagna, dove il lavoro è uno dei problemi principali per le giovani famiglie. Una eventuale chiusura futura, che cercheremo di scongiurare con tutte le nostre forze, coinvolgerebbe pesantemente l’intera comunità».
La conclusione è un accorato appello. «Non pensiamo solo ai dipendenti, fra cui due unità che rientrano nel progetto d’inclusione lavorativa riservato a persone con disabilità, ma anche all’indotto: come gli esercizi commerciali del luogo che, ad esempio, ci forniscono quotidianamente il servizio di ristorazione. Ecco perché insistiamo affinché il Comune comprenda l’importanza della nostra attività sociale, studiando con noi idonee forme di collaborazione, al fine di favorire l’utilizzo della casa di riposo al massimo delle proprie potenzialità. Il Pungitopo offre assistenza diurna e notturna con cura integrale della persona, servizio sanitario di base comprensivo di assistenza medica e aiuto nella somministrazione dei farmaci, nonché servizio alberghiero completo in una delle località più attraenti dell’Appennino qual è Cervarezza. Proprio per questo può risultare interessante anche per chi ha bisogno di ricoveri temporanei e di sollievo». —
L.T.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
