Condannata a sei anni con Signifredi e Ciancimino
castellarano. Patrizia Gianferrari è stata arrestata nel 2013 a Ferrara per la maxi-frode dell’acciaio. Un’inchiesta rimbalzata fra tre Procure – la Dda di Bologna; Ferrara, poi ritenuta incompetente dal punto di vista territoriale; infine Reggio Emilia – dall’iter travagliato (diversi i tronconi), che ha smascherato un giro d’affari che, tramite attestazioni fasulle e una girandola di società, avrebbe fruttato al sodalizio ben 130 milioni di euro di imposte ed Iva evase. Il 16 giugno dell’anno scorso la sentenza di primo grado, che ha condannato 8 imputati e ne ha assolti 11, quasi tutti per prescrizione. L’imprenditrice – considerata uno dei promotori assieme al pentito Massimo Ciancimino (figlio di Vito, ex sindaco di Palermo), che ha rimediato 5 anni – è stata condannata per associazione a delinquere finalizzata a frode fiscale a 6 anni e 8 mesi. In quel dispositivo, condannato a 3 anni e mezzo pure Paolo Signifredi, ex presidente del Brescello Calcio e del Carpi, pentito di punta delle ultime inchieste sulla ’ndrangheta al Nord, con pena di 6 anni nel processo “Pesci” (gemello di Aemilia). —
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