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Dal palazzo in cui fu accolto Napoleone ai gioielli del ’500 unici in tutta Italia

L.V.
Dal palazzo in cui fu accolto Napoleone ai gioielli del ’500 unici in tutta Italia

Sei gli edifici storici visitabili domani dalle 9.30 alle 19, antiche dimore di alcune fra le famiglie più antiche e nobili di Reggio

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REGGIO EMILIA. Ecco i sei edifici posti nel centro storico che aprono portoni e cancelli per mostrare ai reggiani le meraviglie monumentali, artistiche, culturali che custodiscono.

PALAZZO TRIVELLI

La prima immagine architettonica del palazzo, ora di proprietà Manenti, è tardo rinascimentale. Secoli di storia l’hanno visto protagonista nella vita urbana, politica e artistica di Reggio. L’edificio è legato alla basilica della Ghiara da riscontri devozionali, in particolare con la famiglia Panciroli tra cui il giureconsulto Guido, che qui nacque. Nella corte d’onore si trovano i monocromi delle Beatitudini e nello scalone un olio seicentesco della Vergine adorante.

Da segnalare, fra la fine del XVIII secolo e l’inizio del successivo, durante la proprietà della famiglia Trivelli, la ripetuta presenza di Napoleone. Revisioni architettoniche e integrazioni pittoriche dello stesso periodo ne definiscono l’attuale conformazione.

PALAZZO PRATONIERI

Edificato nel ’500 dalla famiglia Pratonieri, passò per eredità ai conti Vezzani. Nel 1882 il palazzo venne acquistato dalla Cassa di risparmio di Reggio per farvi la propria sede. Venne poi riformato esternamente secondo il gusto tardo ottocentesco da Pio Casoli e da Edoardo Collamarini. Agli inizi del ’900 vennero totalmente restaurati e decorati gli ambienti interni ad opera di artisti reggiani tra cui Manicardi, Davoli, Costetti, Govi e Chierici. L’immobile, ora di proprietò di Unicredit Spa, potrà essere visitato solo fino alle 18.

PALAZZO PRINI

Dal 1628 appartiene ai conti Prini, importante famiglia reggiana. Attualmente è sede di alcuni uffici del Comune. I Prini possedevano già dal ’500 dimore in questa area della città e nei secoli XVII e XVIII occupavano quasi tutto l’isolato ad eccezione di Palazzo Malaguzzi.

Nel cortile di ingresso si trovano snelle colonne che sorreggono due porticati di pregevole esecuzione e un elegante scalone, che conduce ai piani superiori. Qui alcune stanze conservano ancora dei soffitti a cassettone dipinti di fine ’400 e, in parte, di epoche successive.

CHIOSTRO SAN Nicolò

L’edificazione risale al XII secolo a opera della abbadessa Felicita Fontanelli di Parma. Nel XV secolo l’abate Filippo Zoboli, ottenutone il patronato, ne fece poi una Collegiata a beneficio della sua famiglia e dei suoi eredi, diritto che perdurò fino al 1867.

Ricostruito a metà del XV secolo, il complesso nel corso del ’700 fu trasformato assumendo l’aspetto attuale. All’interno sono raccolte pregevoli tele e tempere di diversi artisti tra cui Manicardi, Mughetti e Mussini. Il complesso comunica con la chiesa e il chiostro, accessibile solo da via San Nicolò e di origine quattrocentesca, in cui si evidenzia la lapide funeraria di Ludovico Zoboli. La visita sarà possibile solo fino alle 18 per la concomitanza con una funzione religiosa.

PALAZZO BELLeI

L’edificio fa parte del complesso medioevale rappresentato dalle case dei Sessi, famiglia di origine Longobarda e di fede Ghibellina. Nel 1510, per una divisione ereditaria, la parte di corte posta ad ovest fu assegnata a Carlo Sessi che con la moglie Giulia Zoboli mise in atto un rifacimento del palazzo con forme architettoniche rinascimentali, forse fra le prime realizzate in quell’epoca a Reggio Emilia.

Fu poi acquistato dalla famiglia Linari nel 1790 e nel 1930, con la morte dell’ultima Linari, la proprietà passò al figlio Vincenzo Bellei. Il Palazzo è entrato nel bando “Riqualificazione facciate” promosso dal Comune di Reggio nel 2017.

PALAZZO BORZACCHI

È di origine quattrocentesca e fu residenza di rilievo. Venne riprogettato e ristrutturato nel ’700, epoca in cui apparteneva ai Fossa.

Nella facciata si evidenziano tracce originarie e spicca un elegante balconcino in ferro battuto (secolo XVIII). Il gusto settecentesco di grande effetto scenico caratterizza l’ampio scalone con pregevoli ornati in stucco. Nel 1947 il palazzo passò, per acquisizione, dai Fossa ai Borzacchi ed eredi. —

L.V.

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