«Duemila reggiani in cura per l’ipertensione arteriosa»
Chiara Grasselli, responsabile dello specifico Centro del Santa Maria Nuova «Sovrappeso, cattiva alimentazione, vita sedentaria e fumo le principali cause»
Conoscere meglio l’ipertensione arteriosa, imparando a farsi controllare o ad auto misurarsi con regolarità la pressione arteriosa, è uno dei primi passi per contrastare quello che viene definito il “killer silenzioso” che ogni anno miete nel mondo 7,5 milioni di vittime.
Il consiglio viene dalla dottoressa Chiara Grasselli, responsabile del Centro Ipertensione dell’ospedale Santa Maria Nuova. Ovvero il punto di riferimento unico per la nostra provincia, che ogni anno segue oltre 2mila reggiani e che fa capo alla Struttura complessa di Medicina II Cardiovascolare, diretta dal dottor Angelo Ghirarduzzi.
«Negli anni scorsi – spiega Chiara Grasselli – eravamo in alcune piazze con un punto informativo gestito grazie all’aiuto della Croce Rossa. Quest’anno la scelta è stata quella di aprire le porte del nostro Centro, che è riconosciuto dalla Società italiana ipertensione arteriosa».
L’ipertensione arteriosa oltre a colpire 16 milioni di italiani, causa nel mondo la morte di 7,5 milioni di persone e richiede un approccio complesso con visite ed esami. «La nostra – aggiunge la responsabile del Centro Ipertensione reggiano – è una équipe molto ampia che si occupa delle visite ambulatoriali e di esami come l’Holter pressorio, ecografie, ecocardio, ecocolor doppler dei reni e dei tronchi sovraortici e delle arterie periferiche e su tutto ciò che riguarda la diagnosi di eventuali danni a organi, con diagnosi che portano alla individuazione di tipologie diverse di ipertensione. Da quella essenziale a quella plurifattoriale a quella legate a ragioni genetiche e all’ipetertensione in gravidanza che è un mondo a parte. Sono quattro i medici che si occupano delle visite ambulatoriali, e sei quelli dedicati agli esami ecografici oltre ai 5 infermieri addetti».
Il sistema di monitoraggio e controllo è rodato. «La prima valutazione dei pazienti – continua – avviene con la visita e se necessario in regime di day service o di ricovero ospedaliero. Ogni anno vediamo circa 2mila pazienti tra prime visite e controlli».
Ma non è necessario recarsi in prima battuta al Centro Ipertensione. Nella nostra provincia è in funzione una rete che parte dai medici di medicina generale e dai cardiologi e specialisti che operano sul territorio, per cui al Centro si accede previa richiesta da parte di questi professionisti. Un’attenzione particolare va però riservata anche alla prevenzione e all’adozione di corretti stili di vita per contrastare l’ipertensione arteriosa, che è la principale cause di infarto del miocardio, ictus cerebrale e scompenso cardiaco, che provocano ogni anno in Italia circa 240mila morti. Ma l’ipertensione predispone anche allo sviluppo di malattie renali, di demenza, e all’insorgenza di nuovi casi di diabete. «La provincia di Reggio – conclude la dottoressa Chiara Grasselli – è nella media nazionale rispetto all’ipertensione e fra le cause dell’ipertensione figurano sovrappeso, cattiva alimentazione, vita sedentaria, fumo e altri fattori di rischio come il colesterolo e il diabete. Per cui è necessaria un’attività fisica costante, evitare il fumo e consumare poco alcol e misurarsi regolarmente la pressione i cui valori corretti di norma indicativamente devono essere inferiori a 140 – 90, con la pressione che è il segnale che occorre parlarne con il proprio medico». —
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