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Pamm, tensione di nuovo alta «Niente Tfr finché si sciopera»

Adriano Arati
Pamm, tensione di nuovo alta «Niente Tfr finché si sciopera»

Ieri mattina altri camion sono stati bloccati all’ingresso dell’azienda a Roteglia Tutti convocati in prefettura. Sì Cobas: «Un ricatto nei confronti dei lavoratori»

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Ancora blocco dei camion, ancora tensioni davanti all’ingresso della Pamm e un nuovo tentativo di dialogo in prefettura. Non scende la temperatura dello scontro avviato la settimana scorsa a Roteglia da un gruppo di nove lavoratori e dal sindacato Si Cobas contro le aziende International Logistik e la Pamm, storica realtà di imballaggi in legno per il settore ceramico.

Ieri mattina operai e sindacalisti hanno allestito un nuovo presidio di fronte alla sede della Pamm, impendendo ai mezzi pesanti di entrare.

E, come già pochi giorni fa, non sono mancati momenti di nervosismo. In tarda mattinata, dopo un intervento dei carabinieri e il lavoro di conciliazione del sindaco di Castellarano Giorgio Zanni, è arrivata una convocazione in prefettura. La questione è complessa. A inizio anni la Pamm ha ceduto un ramo d’impresa alla International Logistik: nel passaggio i nove dipendenti in questione hanno quindi cambiato titolare.

A inizio maggio, due di loro sono stati licenziati e la settimana successiva è iniziata la protesta davanti alla Pamm. Nel frattempo i due uomini lasciati a casa hanno impugnato il provvedimento di licenziamento per vie legali. Perché il coinvolgimento della Pamm? L’impresa ha ribadito la sua estraneità a una vicenda che riguarda International Logistik, ma i dipendenti a loro volta riconducono tutto all’azienda madre.

«I dipendenti licenziati hanno ricevuto una proposta di “buonuscita” di 2.500 euro in cambio del silenzio, e allo stesso tempo è stato ribadito a tutti che il loro Tfr dell’epoca Pamm non sarà versato sino alla fine dello sciopero. È un ricatto e un tentativo di dividerci», sostiene Daniele Manco di Si Cobas.

Ben diversa la visione di Edoardo Salsi, avvocato che rappresenta Pamm. «Continuiamo a non capire perché sia la nostra azienda ad essere coinvolta e a perdere denaro. A noi è stata chiesta una garanzia sul rapporto con la International Logistik e abbiamo risposto: se l’azienda è in grado di lavorare, per noi è un partner con cui proseguire il rapporto. Ma perché possa lavorare lo sciopero deve terminare», afferma. «Il Tfr? Nessuno lo mette in discussione, è un diritto ed è stato riconosciuto al momento della cessione del ramo d’azienda. Però ci sono tempi da rispettare, ed è chiaro che nell’attuale situazione diventa complicato anche muoversi».

La riunione in prefettura nel pomeriggio ha portato a una tregua. Il prefetto Maria Forte, spiega una nota, «si è reso disponibile ad attivare un nuovo incontro con la ditta International Logistik e con la Pamm e ad aggiornare la riunione odierna con la rappresentanza sindacale e con i lavoratori al 28 maggio». Allo stesso tempo ha ribadito «che, ferma restando la libertà di sciopero riconosciuta dal vigente ordinamento, i blocchi stradali sono illegali e pertanto non potranno essere consentiti».

I lavoratori e i sindacalisti «hanno assicurato che per il futuro non daranno corso ad azioni illegali, pur proseguendo con la protesta». —



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