Gazzetta di Reggio

Reggio

CORREGGIO 

Violenza su una sedicenne condannato a 7 anni

Alessandra Mura

La ragazza legata e abusata da un 35enne  conosciuto su Facebook.  Lui aveva anche girato  un video per ricattarla

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È finita in un incubo più grande di lei, pagando un prezzo carissimo l’ingenuità della sua adolescenza. Il suo aguzzino, che l’ha adescata su Facebook per poi abusare di lei, mercoledì è stato condannato a sette anni di reclusione dal Tribunale di Ferrara, ma questo rimane un epilogo amaro perché l’imputato, messo ai domiciliari in attesa del processo, nel frattempo è fuggito. Di lui si sono perse le tracce.

La storia comincia tre anni fa quando la giovane vittima – una ragazzina pakistana che vive nel Ferrarese – ne ha appena sedici. Tramite Facebook entra in contatto con un connazionale più grande di lei. Nulla, all’inizio, lascia immaginare che quell’amicizia la porterà alla disperazione. Lui non le rivela la sua vera età, 35 anni, anche se fin da subito la ragazza è consapevole di avere a che fare con un adulto. Ma questo non la spaventa; anzi, in un certo senso la rassicura.

L’uomo, che vive e lavora a Correggio, nel corso dei primi approcci è gentile e suadente, e la ragazza ne è lusingata. Tantopiù che quella corrispondenza online ha il fascino del segreto, perché il resto della famiglia non ne sa nulla.

La favola e il romanticismo però si incrinano non appena l’amicizia si trasferisce dall’atmosfera impalpabile del mondo virtuale a quella ben più materiale della realtà. I due si incontrano nel paese in cui vive la ragazza. Si vedono di nascosto, in auto, ed è a questo punto che l’uomo – che la ragazzina è arrivata quasi a considerare un “fidanzato” – si rivela per quello che è: un adescatore.

IL RICATTO

Le richieste di un rapporto intimo si fanno insistenti, e quanto più la giovane cerca di sottrarsi, tanto più l’uomo insiste. Per arrivare al suo scopo, usa l’arma del ricatto: se lei non si concederà, lui dirà tutto ai suoi. La ragazza, pur spaventata e delusa, ha abbastanza forza e sangue freddo per capire che l’uomo sta bluffando, perché se la scoperta di quella relazione segreta la può mettere in difficoltà di fronte ai suoi genitori, è chiaro che anche il suo “fidanzato” ha molto, se non di più, da perdere. Così decide di mettere fine alla storia, ma commette l’errore di voler rivedere l’uomo per un ultimo incontro chiarificatore. È proprio in quella circostanza che si consuma il dramma destinato a lasciare nell’anima della ragazza un trauma indelebile. Una volta soli in macchina, l’uomo la immobilizza, legandola, per poi cercare di abusare di lei. Non riesce ad avere un rapporto completo, ma questo poco cambia per la successiva accusa che gli sarà contestata: violenza sessuale ai danni di minore.

Per ridurre la sua vittima al silenzio, lo stupratore gira anche un video dell’abuso, convinto in questo modo di tenere in pugno una ragazzina di vent’anni più giovane di lui. Ragazzina che, al contrario, reagisce. Si confida con la sorella maggiore, e da lì parte una denuncia ai carabinieri. Le successive indagini permettono di raccogliere elementi a carico dell’uomo.

IL CELLULARE

Viene analizzato il suo cellulare, alla ricerca del video, ma il telefonino, guarda caso, è stato resettato. Nei confronti dell’uomo viene emessa la misura cautelare dei domiciliari. Che purtroppo si rivela insufficiente, perché alla prima occasione scappa. Mercoledì pomeriggio il tribunale di Ferrara lo ha condannato a sette anni di reclusione, ma l’imputato ormai è latitante. —



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