«Emergenza idrica Oltre all’invaso occorre ridurre lo spreco d’acqua»
Secondo incontro pubblico promosso dall’Autorità del Po. Zanni: «Servono soluzioni per soddisfare fabbisogni tra 40 e 70 milioni di metri cubi annui»
VAL D’ENZA. La sala consiliare della Provincia di Reggio Emilia ha ospitato ieri mattina il secondo incontro pubblico con il territorio promosso dall’Autorità distrettuale del fiume Po, in collaborazione con Provincia e Regione Emilia Romagna, sul bacino del torrente Enza e, in particolare, per presentare le attività svolte e il quadro di opportunità e criticità.
L’incontro ha visto la presentazione di una relazione tecnica da parte dello stesso segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del Po, Meuccio Berselli, e gli interventi di autorità, istituzioni e portatori di interesse della Val d’Enza, tra cui diversi sindaci e il sottosegretario alla presidenza della Regione Emilia Romagna, Giammaria Manghi.
Meuccio Berselli ha sottolineato come l’emergenza idrica sia ormai consolidata tutti gli anni nel periodo dal 15 maggio a settembre. Individuate diverse azioni per contrastarla. Il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni, segnalando «l’importanza di questi momenti di condivisione, confronto e di discussione, anche viva», si sofferma sulla «necessità, dopo l’analisi puntuale svolta nei mesi scorsi, di comprimere i tempi per arrivare a quella decisione finale consapevole che i cambiamenti climatici ci sollecitano e che cittadini e imprese si aspettano da noi per soddisfare il fabbisogno idrico della Val d’Enza, ottimizzando la gestione, anche attraverso la riduzione degli sprechi, di questa preziosa risorsa».
«La Provincia di Reggio Emilia, assieme ai sindaci del territorio, intende continuare a svolgere quell’importante funzione di raccordo che, con la Regione, attraverso un apposito tavolo tecnico-istituzionale ha permesso nei mesi scorsi di determinare il fabbisogno idrico per uso irriguo, potabile, industriale e ambientale del bacino dell’Enza, indicando una serie di azioni sinergiche in grado di colmare il deficit – commenta il presidente Giorgio Zanni –. Soluzioni a breve, medio e lungo termine, tra le quali anche, ma non solo, un invaso in grado di soddisfare un fabbisogno tra i 40 e i 70 milioni di metri cubi annui, sulle quali procede il lavoro di valutazione e pianificazione da parte dell’Autorità di bacino: l’obbiettivo è quello di arrivare in tempi rapidi a un documento finale di sintesi, il più condiviso possibile, attraverso altri momenti di informazione e confronto con le varie sensibilità e le diverse componenti delle nostre comunità». —
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