Iren, una governance da tre milioni di euro al vaglio dell’assemblea degli azionisti
Non solo il maxi compenso di Bianco. Ecco gli stipendi del collegio sindacale, dei dirigenti e del cda in scadenza di mandato
Una governance da quasi tre milioni di euro. È la somma dei compensi per i membri del consiglio di amministrazione Iren, del collegio sindacale e per i dirigenti con responsabilità strategiche contenuta nel piano della remunerazione 2018 della multiutility, che il 22 maggio ha convocato alle 11 gli azionisti nella sede di via Nubi di Magellano per l’assemblea dei soci.
L’ORDINE DEL GIORNO
Sei i punti all’ordine del giorno. Non solo la stessa relazione sulla remunerazione (con l’obiettivo di «rafforzare ed approfondire l’architettura della parte variabile della retribuzione», si legge nel documento) ma anche – e soprattutto – il bilancio dei record, con ricavi nel 2018 per quattro miliardi e una pioggia di dividendi per i soci (per il Comune di Reggio, circa sette milioni).
LE NOMINE
«Il miglio risultato di sempre», lo ha definito il presidente della multiutility, Paolo Peveraro, in scadenza insieme al cda. E la nomina dei nuovi componenti per il 2019-2021 – il cda passerà da 13 a 15 membri dopo l’acquisizione delle nuove controllate della Spezia – sarà uno degli altri attesi argomenti all’ordine del giorno. Per quanto riguarda la rappresentanza reggiana, si parla di un addio, una promozione e due possibili new entry: l’addio dopo quattro mandati dell’attuale vicepresidente, Ettore Rocchi, la “promozione” a vicepresidente di Moris Ferretti (manager in quota alla cooperazione rossa, già consigliere Ds a Reggio e figlio dell’ex vice sindaco) e la corsa per un posto nel cda di Francesca Grasselli (direttrice finanziaria della Grasselli Spa) e Paolo Chiussi (commercialista e già vice presidente Terminal One), quest’ultimo con poche chance di ingresso. Al posto di Peveraro, entrerà il manager Renato Boero, scelto dal sindaco M5s di Torino, Chiara Appendino.
Gli stipendi
Riconfermato nel ruolo di ad, Massimiliano Bianco, il top manager del rilancio, in grado di strappare un maxi-compenso che – dopo la buonuscita da 900mila euro nel 2014 dell’ex ad, Nicola De Sanctis – non ha mancato di suscitare polemiche. Per Bianco, 304mila euro di compenso fisso, più ulteriori 400mila euro in bonus, premi di risultato e incentivi. È suo il compenso più alto nel cda: 726 mila euro che da soli coprono la metà del tetto stipendi dell’intero consiglio, pari a 1,3 milioni. Dietro Bianco, staccato, c’è il presidente uscente Peveraro, a quota 176mila euro. Per il vicepresidente uscente Rocchi, invece, 63mila euro, duemila in più dei 61mila percepiti dal suo successore Ferretti. Contando anche i compensi di collegio sindacale e dirigenti con responsabilità strategiche (secondo la relazione, «7 soggetti che hanno ricoperto, per tutto l’esercizio 2018, il ruolo di dirigente con responsabilità strategiche del Gruppo Iren, escluso l’amministratore delegato della società. Tutti i dirigenti con responsabilità strategiche sono dipendenti di Iren») il totale dei compensi raggiunge quota 2 milioni e 950 mila euro. Nella relazione viene spiegato che l’importo complessivo comprende il bonus erogabile a fronte della conclusione del Piano di incentivazione monetaria di lungo termine (LTI) 2015-2018, a fronte del conseguimento al 100% degli obiettivi di lungo periodo, pari a euro 1.257.600 (importo riferito al valore cumulato del bonus LTI relativo al quadriennio 2015-2018)». —
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