Gazzetta di Reggio

Reggio

Questa campagna ha la fiacchite, lettera al sindaco che verrà

Stefano Scansani
Questa campagna ha la fiacchite, lettera al sindaco che verrà

Il momento della scelta si avvicina ed è maturato il tempo della ritrattistica dei candidati. La città esige un progetto organico per il suo ruolo centrale 

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REGGIO EMILIA. Signori candidati, ricordate? Si chiamava fiacchite. Era quella forma di noia estenuata che colpiva le persone, non si sa come e perché. Ma fiacchite era. Ecco, la campagna elettorale che a Reggio è binaria (Comunali ed Europee) è affetta da una fiacchite generale. La propaganda - al di là dei passaggi di rito dei leader nelle piazze e nei parchi - non ha avuto un lampo, una capriola, un tuffo.

Desiderate che passi in rassegna caratteri e impressioni su cui avete improntato la vostra campagna elettorale? È presto scritto.

Vecchi dantesco

Il primo cittadino uscente Luca Vecchi ha molto investito sulla sua auto-eredità e sulla Reggio sociale, solidale, accogliente, infrastrutturale secondo una vocazione radicata qui. Qualcuno ama definire “usato sicuro” questa scelta di garanzia di mantenimento degli obiettivi e dei ritmi del governo di centrosinistra.

La romanità di Reggio Emilia che ha nello stemma un Spqr definirebbe questa intenzione continuitas. Continuità che però ha bisogno di una revisione decisa, cambio olio, cambio filtro.

Nonostante le sollecitazioni che gli sono state rivolte, Vecchi e i suoi non hanno mai contrattaccato muscolarmente al fuoco degli oppositori. Vecchi oltre la sua notoria prudenza è diventato addirittura dantesco: dai manifesti in cravatta rossa (solo quella) pare dire degli oppositori: “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa” (Inferno, Canto III).

Ognibene turatiana

Il Movimento 5 stelle con la candidata Rossella Ognibene ha molto curato tre fronti: quello ambientale ecologico (anche con un cartone animato di Ro Mercenaro dove la Ognibene è protagonista); quello della non belligeranza con la Lega per non produrre incidenti e accidenti alle già disastrose relazioni governative romane; quello di una lenta acquisizione della tintura rosso-rosea arzâna (reggiana).

Verrebbe da scrivere – e lo scrivo – che i grillini reggiani fanno la parte dei socialdemocratici d’un tempo. Non vi sarà sfuggita l’Ognibene che il Primo Maggio ha celebrato Camillo Prampolini e dunque lo spirito originario della cooperazione, ed è andata per la città con un fascio di garofani neanche fosse stata Turati.

Questa si chiama occupazione di territorio politico. L’aspirazione è quella della sostituzione del Pd frammentato, o l’acquisizione di una certificazione reggiana doc a sinistra.

Salati l’elegante

La Lega di Vinci ha mazziato parecchio e lo continuerà a fare. Uso il termine mazziato perché col Salvini Sprache ogni linguaggio rudimentale è sdoganato, quanto il “Ripuliamo Reggio”, ordine idoneo per i derattizzatori, i disinfestatori, gli sterilizzatori, ma alla Ghostbuster (acchiappafantasmi). E qui mi fermo.

Con toni più accalorati dei pentastellati, i leghisti invitano gli elettori a chiudere l’esperienza settantennale “comunista”. I salviniani sono i più attivi, dal web ai banchetti, da una organizzata trama di commentatori sui social, autorizzati a sparare. Fotografano buche, erba gramigna e cacche di cane, anche ombrelli sbrindellati finiti nel bidone dell’umido, e danno la colpa a Vecchi.

Menano un conflitto totale sulla conta dei neri e del su e giù del pilomat. Ma fino ad ora il candidato del centrodestra Roberto Salati non è stato di questa pasta: più elegante che urlante, più impegnato nell’assecondare i commercianti del centro storico e nell’immaginare radiosi progressi edilizi, che sparare contro il comunismo colbaccato e baffuto.

Rubertelli bilancia

Per Cinzia Rubertelli e la sua Alleanza Civica quella del 26 maggio è una sfida in replay rispetto al 2014: il tentativo-manovra di infilarsi nella matematica dei risultati per portare a casa una percentuale a una sola cifra (la solitudine dei numeri primi) e fare l’ago della bilancia, il fulcro delle leve. Non per nulla qualche osservatore sussurra che la Rubertelli potrebbe diventare essenziale nel caso di un ballottaggio al fulmicotone, nome ormai inconsueto di un esplosivo sorprendente. Non per nulla Alleanza Civica è corteggiata a destra, e probabilmente a sinistra.

Codeluppi e gravità

Caso particolarissimo è quello di Reggio Emilia in Comune, vale a dire la lista di sinistra-sinistra che candida Daniele Codeluppi. In un certo qual modo la compagine è quella degli irriducibili: raccoglie il mondo dei centri sociali (Codeluppi è un’espressione di Aq16) e della galassia locale della sinistra storica e tradizionale in cerca di un centro di gravità permanente. Passatemi queste terminologie astronomiche per una prospettiva che sarà completamente astrologica: alla fine, il segno codeluppiano sarà o non sarà con ascendente Vecchi?

Sostanza pochina

Fin qui strategie e tattiche. E la sostanza? Pochina. Pochissimi i progetti larghi e gli obiettivi civici, economici, culturali che non possono abbruttirsi nel misero e facile slogan “Mandiamo a casa tutti” o cantare il bilancio consuntivo “Fatto, fatto, fatto”.

Il formidabile e necessario rinnovamento per la città sta in un progetto per la sua centralità nel sistema geoeconomico della Pianura Padana. Sta nella realizzazione vera delle aspettative riguardanti la mobilità e il traffico, le risorse e le potenzialità locali, materie prime e cervelli, la formazione e il sapere dagli asili all’università. Sta in una non rinviabile riforma della macchina comunale e dei suoi ingranaggi: serve un direttore generale, serve una rotazione dei dirigenti, servirà un assessore alla cultura. Serve una visione organica.

Farò propaganda

Il mio – quello della Gazzetta - è un osservatorio privilegiato, anticipatore, grandangolare. Capita che qualcuno mi chieda come vedo Reggio. Io rispondo “ogni tanto”, per dire che questa città è rilevante con intermittenza, coglie le occasioni con discontinuità, un poco le manca l’autostima. È qui che servirebbe la continuitas più autentica ed efficace. Autostima permanente.

Attendo i reggiani mercoledì alle 18.30 al Centro Sociale “Catomes Tot”, Parco Tocci, via Panciroli 12, per l’intervista pubblica ai 5 candidati sindaco con tre domande cattivissime. Farò propaganda contro la fiacchite.

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