Reggio Emilia, la Manghi si pulisce le scarpe con la maglia antifascista
Miseria della sceneggiatura e ignoranza del tempo... In quel momento della storia lei non avrebbe potuto girare video e entrare in consiglio
«Anche le cose peggiori a volte trovano una loro utilità!». È il messaggio contenuto nel Post pubblicato su Facebook da Giorgia Manghi, candidata al consiglio comunale per Fratelli d’Italia. Il post è corredato da un video elettorale, nel quale la Manghi passeggia al Parco del Popolo. Per pulirsi le scarpe dal fango, prende dalla borsetta una maglietta antifascista, che poi viene gettata in un cestino dell’immondizia.
Elegantissima. La signora Giorgia Manghi, con i tacchi a spillo nella fanghiglia del parco del Popolo, se la ride che è un piacere. Nell’intorno tutti gli altri soggetti della location mantengono invece una sconcertata serietà. Sono la statua di un risentito Ludovico Ariosto (il miglior figlio di Reggio) e un triste bidone del rusco. Entrambi sono consapevoli del programma elettorale della signora Giorgia Manghi.
In un ben altro periodo della nostra storia la signora Giorgia Manghi non sarebbe potuta andare al parco con i tacchi a spillo, forse non avrebbe potuto girare un video se non con autorizzazioni, vidimazioni e censure.
In un preciso periodo della nostra storia la signora Giorgia Manghi, candidata al consiglio comunale, non sarebbe entrata in consiglio comunale perché questo non c’era e lei, probabilmente, sarebbe stata chiamata o obbligata ad espletare le cosiddette attività domestiche che, allora, si chiamavano donnesche. La candidata ha centrato gli obiettivi della miseria della sceneggiatura, del gesto meschino, dell’ignoranza del tempo. Fanghiglia.
ps: il contrario di “antifascista militante” è esattamente “fascista passivo”.
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