Gazzetta di Reggio

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Di Maio fa il pieno a Reggio «Il M5s sarà determinante»

Roberto Fontanili
Di Maio fa il pieno a Reggio «Il M5s sarà determinante»

Tutto esaurito al centro Malaguzzi per il comizio del ministro e vicepremier «Il governo durerà a lungo, vogliamo incidere nel parlamento europeo»

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Festa dell’orgoglio grillino, ieri sera al Centro Malaguzzi, per l’arrivo in città del vicepremier Luigi Di Maio, atteso da una sala che già un quarto d’ora prima delle 20 era gremita, mentre un altro centinaio di simpatizzanti del Movimento 5 Stelle hanno seguito il suo intervento in streaming dalla hall del centro Malaguzzi.

Il tutto sotto l’attento controllo del servizio d’ordine che ha più volte respinto l’assalto di chi avrebbe voluto comunque entrare in sala, anche inventando inesistenti prenotazioni e posti riservati. Il vicepremier, atteso per le 20, è invece arrivato con una mezzora abbondante di ritardo, lasciando così alla parlamentare reggiana Maria Edera Spadoni il compito di intrattenere a lungo la platea e di presentare il candidato sindaco Rossella Ognibene e la capolista alle Europee Sabrina Pignedoli.

Entrambe le candidate reggiane, nei pochi minuti del loro stringato intervento, hanno condensato il loro programma. Per Rossella Ognibene si tratta – e lo ha ripetuto – «di mandare a casa Luca Vecchi e il Pd», mentre Sabrina Pignedoli ha introdotto il tema della legalità e delle infiltrazioni ’ndranghetiste nel Reggiano e in Emilia.

La sala ha seguito rispettosamente i due brevi interventi, salutati al termine da un cortese applauso, ma si avvertiva che occhi e orecchie erano tesi ed attenti a cogliere i segnali dell’arrivo di Di Maio.

Il vicepremier ha fatto il suo ingresso dall’alto della sala attraversandola tutta per arrivare sul palco accompagnato da un caloroso battimano di tutti i presenti che, al suo arrivo, hanno anche iniziato a scandire il suo nome. Insomma, un clima da stadio durato qualche minuto prima che Di Maio dal palco entrasse subito a piedi pari nelle polemiche politiche che si sono scatenate in questi giorni, sottolineando che «in questa campagna elettorale lunga tre settimane percorrerà circa 10mila chilometri e tutti senza utilizzare aerei di Stato».

Poi è stato un crescendo di applausi che hanno scandito diversi dei passaggi del suo lungo intervento quando ha parlato di tagli dei vitalizi, di reddito e di pensione di cittadinanza. Per tenere calda la platea, Di Maio ha più volte fatto ricorso a video in cui compariva l’avversario di turno. È accaduto per Silvio Berlusconi, per l’ex Dc Cirino Pomicino, per la consigliera regionale Pd Alessandra Moretti, e per il forzista Miccichè, presidente dell’assemblea regionale della Sicilia, per parlare di corruzione e giustizia, del Pd che anche con il nuovo segretario Nicola Zingaretti non si è rinnovato e che fa accordi con Cirino Pomicino, fino all’affondo verso tutti gli altri partiti sul taglio dei vitalizi a cui la Regione Sicilia è rimasta l’unica ad opporsi.

Ma è stato proprio il tema della corruzione su cui Di Maio ha dedicato molto tempo nel corso del suo intervento per ribadire la diversità del M5s ed elencare i risultati fin qui ottenuti dal Movimento nell’ azione di Governo e promettendo che entro agosto verrà approvato il reddito minimo. Il vicepremier si è poi scagliato contro quelli che ha definito «i profeti di sventura». Un’ampia categoria indistinta in cui finiscono i giornali e tutti coloro che non condividono le iniziative del Movimento.

Così come non poteva mancare infine un passaggio sulla vicenda del sottosegretario leghista Siri e sulla legge sulla legittima difesa. —



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