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L’accoltellatore fa scena muta il giudice lo mette ai domiciliari

Tiziano Soresina
L’accoltellatore fa scena muta il giudice lo mette ai domiciliari

Il 44enne è accusato di tentato omicidio per il fendente alla gola del collega L’arrestato ha ferite sulla fronte e su un polso, il 27enne rimane in ospedale 

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E’ durata pochi minuti ieri mattina – in tribunale a Reggio Emilia – l’udienza di convalida dell’arresto del 44enne Antonio Stanco, accusato di tentato omicidio. Non ha parlato davanti al giudice Dario De Luca.

Una scelta difensiva precisa da parte dell’avvocato Lucia Larocca (che ha sostituito il collega Mario Di Frenna), perché il 44enne è apparso molto scosso, oltre che con ferite sulla fronte e al polso. Sfregi che “raccontano” di una contrapposizione fra due persone, non a caso sono stati trovati dai carabinieri due coltelli con evidenti tracce di sangue. Ferite leggere per Stanco, ben più serio il taglio al collo per il 27enne originario del Burkina Faso (è ricoverato in ospedale a Parma in gravi condizioni, ma non in pericolo di vita).

Tornando all’udienza, per il pm Giulia Stignani l’arrestato deve rimanere in carcere, proposti invece dal difensore gli arresti domiciliari a Foggia (a casa della madre) o in subordine l’obbligo di dimora a Foggia. Dopo una breve camera di consiglio il magistrato giudicante ha ritenuto che gli arresti domiciliari siano la misura restrittiva più adeguata.

Come ricostruito dai carabinieri, i due litiganti occupano lo stesso appartamento (in via Chiesa a Lentigione) e sono pure dipendenti della medesima azienda. Il 44enne e lo straniero sono venuti alle mani a causa di incomprensioni circa l’impiego dell’auto aziendale per recarsi sul posto di lavoro. Litigio poi decisamente degenerato. Quando mercoledì intorno alle 19 i militari sono giunti sul posto, hanno trovato Stanco con alcuni borsoni e pronto ad allontanarsi. —



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