Gazzetta di Reggio

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La storica Mille Miglia non teme la pioggia e dopo la tappa in centro si trasferisce in collina

LUIGI VINCETI
La storica Mille Miglia non teme la pioggia e dopo la tappa in centro si trasferisce in collina

Sono state 450 le auto che ieri si sono fermate davanti al Valli Occhi puntati sulle Ferrari Tribute e Mercedes Challenge 2019 

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LA PASSERELLA

LUIGI VINCETI

La pioggia ha pressoché costantemente “benedetto” le 450 vetture della Mille Miglia che ieri mattina hanno attraversato il centro della città prima di trasferirsi in collina dove hanno affrontato due prove a velocità controllata.

La celebre sfida di auto storiche si è infatti snodata lungo due brevi tratti di 8 e 3 chilometri posti fra San Polo e Canossa e fra Rossena e il Cimitero di Ciano.

Solo questo secondo percorso è stato chiuso al traffico mentre per il resto il rombo di quelle quattro ruote che sembravano uscite da un museo si è unito alla normale circolazione. Che ovviamente, nella circonvallazione reggiana, è diventata più convulsa del solito. Vigili e polizia stradale hanno però aiutato i concorrenti nei punti nevralgici ed a sirene spiegate hanno spesso preceduto i bolidi in corsa. Lungo l’intero tracciato cittadino, sfidando il maltempo, tanti i curiosi e gli appassionati che hanno salutato i corridori alcuni dei quali, purtroppo, erano al volante di vetture scoperte.

Il punto di verifica, nel cuore di Reggio, è stato posto davanti al Teatro Municipale e qui una autentica folla ha partecipato all’evento dispensando applausi ai modelli più belli e più famosi. Erano presenti anche alcune Ferrari Tribute e Mercedes Challenge 2019, ma lo sguardo di tutti si è concentrato soprattutto sui modelli del passato, alcuni risalenti addirittura al 1957. Tanti poi gli idiomi registrati dal presentatore che ha dato il benvenuto a Reggio: i partecipanti arrivavano da tutto il mondo.

A salutarli anche il direttore Cesare Zotti e il presidente dell’Aci provinciale Marco Franzoni cui si deve il ritorno della corsa nella nostra città dopo due anni di assenza. «Speriamo di riuscire ad averli anche il prossimo anno – le parole di quest’ultimo – magari con una giornata di sole”. —



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