Gazzetta di Reggio

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Muore in uno schianto Angelo Nazzari, per decenni alla guida degli agricoltori

L'incidente sulla provinciale Casalmaggiore dove è morto lì'imprenditore Angelo Nazzari
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L'incidente sulla provinciale Casalmaggiore dove è morto lì'imprenditore Angelo Nazzari

Viveva a Casalmaggiore ma ha lavorato a Reggio Emilia: prima come direttore Coldiretti, poi presidente del Consorzio agrario

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CASaLMAGGIORE (Cr). È morto in un terribile schianto in auto, l’ex direttore pluridecennale di Coldiretti Reggio Emilia, Angelo Nazzari. Aveva 81 anni. . L’incidente è avvenuto ieri, verso mezzogiorno e mezzo, sulla strada provinciale Bassa di Casalmaggiore, paese dove Nazzari era nato e dove era tornato a vivere dopo la lunga esperienza reggiana. Lì dirigeva ancora la sua fabbrica di veicoli agricoli, la Nazzari Macchine Agricole.

L’incidente. L’ex guida degli agricoltori reggiani, poi passato al timone del Consorzio agrario, dove è rimasto fino al 2010, era solo alla guida della sua Alfa Romeo Giulietta. Secondo i rilievi compiuti dai carabinieri del radiomobile di Casalmaggiore, avrebbe tentato il sorpasso di una Fiat Sedici, sulla quale viaggiavano tre persone, due donne di 38 e 82 anni e un uomo di 43.

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Cosa si andato storto, è ciò che cercheranno di chiarire i militari, ma sembra che Nazzari abbia urtato in velocità lo spigolo posteriore sinistro delle vettura mentre effettuava il sorpasso. La Giulia ha sbandato, ha fatto un giro su sè stessa, rimanendo però sulla strada. Nel frattempo, lungo la corsia opposta di marcia è sopraggiunta una Citrone C5 che non ha potuto evitare l’impatto. L’urto è stato devastante: il corpo di Nazzari è volato fuori dall’abitacolo, ha fatto un volo di alcuni metri finendo in un campo a lato della strada. Per l’imprenditore non c’è stato nulla da fare: è morto sul colpo.

I feriti. Anche la Citron ha iniziato una serie di testa-coda, finendo la sua corsa nel fosso a margine della strada. Complessivamente all’ospedale sono finiti in quattro con lesione di media gravità. Il corpo di Nazzari, durante i rilievi, è stato coperto da un telo azzurro, poi è stato trasportato alle camere mortuarie dell’ospedale Oglio Po, a disposizione dell’autorità giudiziaria che deciderà, nelle prossime ore, se effettuare o meno l’autopsia.

I soccorsi. Sul posto oltre alle ambulanze e ai carabinieri di Casalmaggiore, sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Viadana che hanno messo in sicurezza strada e veicoli. Il traffico, per consentire le indagini e per la successiva rimozione dei veicoli è stato deviato su strade secondarie. Nazzari lascia i figli Francesco a Rosa.

Il lutto del mondo agricolo. Un collega che ha lasciato la sua impronta nel mondo agricolo reggiano e non solo – commentano i vertici della Coldiretti DI Reggio Emilia Eugenio Torchio, vice delegato confederale, e Assuero Zampini, direttore. La scomparsa di Angelo Nazzari ci rattrista e ci addolora. È stato un attore importante della storia di Coldiretti, sempre in prima linea nelle battaglie sindacali».

«Sempre presente ad ogni funerale, di soci, dipendenti, amici e conoscenti – ricordano i dipendenti anziani della federazione - perché per lui rappresentava l’ultimo saluto e riconoscimento per la vita vissuta. La sua presenza non era mai formale ma sentita e piena di attenzioni per lo scomparso e la sua famiglia».

Tutta la struttura e gli ex dipendenti esprimono cordoglio alla famiglia per la scomparsa di Angelo Nazzari che è stato per tutti un direttore che riconosceva la persona prima del ruolo.

Lo ricorda anche Giorgio Grenzi, attualmente Presidente dei Senior della Coldiretti nazionale e che ha assunto il ruolo di direttore nel 2003, succedendo a Nazzari alla guida della federazione di Reggio Emilia.

«Lo ricordo prima di tutto come un grande amico – dichiara Grenzi. Amava la sua famiglia e la Coldiretti. In oltre 40 anni di amicizia abbiamo collaborato per il bene degli agricoltori e delle imprese associate, sempre con un confronto sincero e rivolto al miglioramento. Nazzari era una persona che, con la sua ironia, riusciva a pacare gli animi e portare ottimismo tra le persone. I direttori che lo hanno incontrato gli hanno sempre riconosciuto una grande capacità di visione del futuro e lettura delle dinamiche economico sindacali. Lascia anche per questo una grande vuoto».

 

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