Tanta emozione e meraviglia per la riapertura della chiesa
Prima messa in Santa Maria Assunta, restaurata dopo i danni del sisma del 2012 Il parroco don Gino Bolognesi: «Riprendiamo da dove siamo stati interrotti»
FABBRICO. «Solo per ricucire le lesioni e gli squarci nella volta provocati dal sisma, sono stati necessari circa due anni di attento lavoro, per rimuovere anche imbarazzanti sovrastrutture cementizie, realizzate in tempi relativamente recenti e rivelatisi particolarmente dannose: come nel caso di una grossa trave in cemento armato. L’abbiamo dovuta sbriciolare con la tecnica del cemento espanso, grazie ad una consulenza con il gruppo di lavoro che ha recuperato la nave “Concordia”». Così ha esordito, con la voce rotta dall’emozione, l’architetto Sandra Losi che ha lavorato per cinque anni, insieme al suo gruppo di restauratori, all’interno della chiesa Santa Maria Assunta, riaperta ieri al culto.
I lavori non sono ancora del tutto terminati per questo l’inaugurazione ufficiale è stata programmata per l’anno prossimo. Restano ancora da tinteggiare alcune pareti. Ci sarebbero pure da sistemare le sei cappelle laterali e la pulizia di alcune preziose tele, ma in questo caso i costi sono elevati e si prospettano tempi piuttosto lunghi.
La chiesa era stata gravemente danneggiata e resa inagibile dalle scosse telluriche del 20 e 29 maggio 2012, e ora ha riaperto i battenti dopo un lungo e meticoloso intervento di consolidamento strutturale, condotto da tecnici qualificati e da maestranze reggiane, sensibili e motivate. Il risultato per la comunità fabbricese è stato di aver riscoperto uno spazio di notevole qualità architettonica e di pregio ornamentale.
Per molti la chiesa è sembrata ancora più luminosa. Conseguenza dell’intervento di consolidamento post sisma 2012, è stato, infatti, anche il recupero delle antiche cromie delle superfici murarie di primo Settecento.
Oltre alla chiesa parrocchiale, grazie alle risorse stanziate dal commissario alla ricostruzione nonché presidente della Regione, si sono potuti attivare cantieri che hanno interessato il campaniletto prospiciente il cortile della scuola dell’infanzia parrocchiale e il complesso di palazzo Guidotti.
Il parroco don Gino Bolognesi ha poi relazionato sulle spese per l’esecuzione dei vari stralci: il primo costato 145mila euro è stato saldato per metà. È stato poi distribuito il giornalino “Insieme” con la lettera scritta dal parroco rivolta ai fedeli. Don Gino inoltre ha ringraziato i 90 benefattori, tra imprese e cittadini che, finora hanno donato 27.500 euro. «Anche quel giorno: 19 maggio 2012, come ieri, era sabato e ci si stava preparando per le Comunioni. Riprendiamo – ha detto don Gino – da dove siamo stati interrotti».
A seguire il vicario monsignor Alberto Nicelli, molto emozionato, ha celebrato la prima messa dopo 7 anni, ricordando, quando era parroco a Guastalla, i terribili momenti del terremoto, ma anche la gioia per la riapertura del duomo. Presenti, tra i banchi, sindaco e assessori comunali con il gonfalone della città. —
Mauro Pinotti
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