Telecamere irregolari in un centro estetico Proprietaria nei guai
REGGIO EMILIA. Installare telecamere di sicurezza nella propria attività, senza prima aver preso in considerazione i diritti dei dipendenti, può costare caro.
Lo ha scoperto a proprie spese la titolare 49enne di un centro estetico di Reggio Emilia, che si è vista recapitare una denuncia dai carabinieri del Nas di Parma.
I militari del Nucleo antisofisticazione di Parma, in città per dei controlli volti ad assicurare il rispetto delle norme igienico-sanitarie e amministrative di alcuni centri estetici, hanno infatti scoperto che in uno di questi era stato attivato un impianto di videosorveglianza, con sistema di registrazione, senza richiedere l’autorizzazione alla direzione provinciale del lavoro.
Una decisione presa in violazione anche dello Statuto dei lavoratori, che vieta l’uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori. La normativa vigente stabilisce, infatti, che possono essere installati soltanto tramite un accordo con le rappresentanze sindacali aziendali. —
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