«A 7 anni dal terremoto le rivelazioni di Styles non restino inosservate»
REGGIOLO. «Sono passati esattamente 7 anni dalla prima scossa di terremoto dell’Emilia, una tragedia costata 27 vittime e un dramma per moltissime famiglie e imprese che per qualcuno non è ancora terminato. Se già da tempo le istituzioni dovevano sapere che l’Emilia è zona sismica e forse l’hanno ignorato, da quel giorno anche per i cittadini è diventato evidente. Ma quello che è successo lunedì scorso con le rivelazioni del presidente della commissione Ichese Peter Styles non deve passare inosservato».
È quanto afferma Elena Mazzoni, consigliere comunale a Reggiolo e dell’Unione dei Comuni Bassa reggiana, candidata M5S al Parlamento europeo per la Circoscrizione Nord Est.
«Perché se alcune informazioni non sono state fornite alla commissione – prosegue Mazzoni – non è stato possibile appurare o fugare il nesso di causalità tra attività petrolifere e sismicità. Non è trascurabile il fatto che non sia stato riportato alla commissione Ichese (come riporta Styles) il fatto che a Minerbio stessero sperimentando la sovrapressione di un notevole volume (356 milioni di metri cubi) nei mesi precedenti il sisma del maggio 2012. Questa sovrapressione potrebbe essere stato un fatto determinante. Dal 2017 sono stata personalmente in prima linea, insieme ai comitati, per fermare la svendita del nostro territorio fatta dal Pd ad AleAnna Resources, l’azienda che aveva chiesto di intervenire nell’area del cratere sismico. Visto l’impegno che numerosi cittadini hanno messo in queste battaglie nel contrasto alle attività legate agli idrocarburi nel nostro territorio, riteniamo che siano aspetti da approfondire. Non è la prima volta, infatti, che da puntate di Report nascono delle inchieste».
Ora Elena Mazzoni chiede che «venga fatta completa chiarezza e trasparenza. Perché i dubbi sollevati dal presidente della commissione Peter Styles sono preoccupanti, così come sono preoccupanti le indicazioni delle pressioni ricevute dal mondo aziendale. Dobbiamo ricordarci che, prima degli interessi economici o aziendali, vengono la tutela dell’ambiente e delle persone, che hanno il diritto di vivere in un territorio tutelato e sicuro. Infine, dal punto di vista politico, è necessario che anche l’Unione Europea inizi a favorire seriamente le energie rinnovabili e i paesi che iniziano percorsi virtuosi. Ma per farlo – conclude Elena Mazzoni – è necessario portare in Europa cittadini con le mani libere da condizionamenti delle lobby e da pressioni, come fa il Movimento 5 Stelle». —
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