Avviato il restauro del teatro Rinaldi Riaprirà tra due anni
REGGIOLO. La visita guidata avvenuta ieri ha chiuso il “sipario” sul teatro Rinaldi. La struttura, danneggiata dal terremoto di 7 anni fa, da oggi è ufficialmente il cantiere della Cattolica Costruzioni, che assieme a Restauro Italia lavoveranno per recuperare il teatro considerato un vero e proprio gioiellino. L’importo dei lavori è di 1.400.000 euro, finanziati in parte dalla Regione Emilia Romagna e in parte dal Comune di Reggiolo. Il “sipario” nel vero senso della parola, riaprirà tra circa due anni.
Alla visita di ieri hanno partecipato anche il sindaco Roberto Angeli e l’assessore alla ricostruzione post-sisma Franco Albinelli.
Il teatro fu inaugurato nel 1838. L’opera fu compiuta con il contributo dei maggiorenti del paese, che ne sovvenzionarono i lavori acquistandone i palchi. La realizzazione fu affidata all’architetto Luigi Sottili, e le decorazioni ad un artista parmense rimasto anonimo. Il sipario – di cui ora si conserva solo il lato sinistro perché danneggiato da un incendio nel 1973 – riprende in maniera quasi identica il trionfo di Pallade dipinto sul sipario del Regio di Parma. Sono inoltre andati perduti i bellissimi scenari realizzati dal Piazza. Nel 1880 fu aggiunto al primo piano, sopra il porticato d’ingresso, un Ridotto dedicato a Giovanni Rinaldi, musicista nato a Reggiolo. Nella stessa occasione fu realizzata la facciata porticata, coronata da tre finestre e un timpano classicheggiante. Nell’interno la sala a ferro di cavallo, piuttosto allungata, presenta tre ordini di palchi, di cui si distingue al centro il principale solo per una forma appena più pronunciata della balconata. In generale la struttura dell’odierno teatro è rimasta uguale a quella originaria, se si eccettua l’opera di Giuseppe Moscardini, che nel 1931 decorò il soffitto dell’ingresso e gli ambienti attigui con greche, cornici, volute ed eleganti motivi floreali. Al centro del velario della sala rappresentò la Musica e, agli angoli, eseguì quattro medaglioni con i ritratti di Donizetti, Rossini, Verdi e della gloria locale, il compositore per pianoforte Giovanni Rinaldi. Durante l’ultima guerra, il teatro fu trasformato in granaio. Intorno agli anni Cinquanta doveva essere abbattuto e poi trasformato in cinematografo, ma fortunatamente si decise altrimenti, tanto che nel 1964 furono fatti alcuni interventi di consolidamento alle strutture, quali i muri perimetrali, il tetto e i soffitti. Prima del 1982 il teatro era utilizzato come magazzino comunale, e gli atri dell’ingresso come sede di una società ciclistica. Nel 1982 vennero fatte opere di risanamento alle strutture e al pavimento, e venne ridipinta la facciata.
Grazie ai contributi regionali e alla legge sul sisma del 1987, dal 1982 al 1994 sono stati realizzati un buon numero di restauri che resero il teatro parzialmente fruibile. —
M.P.
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