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Il suo primato: per 34 anni alla direzione di Coldiretti

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reggio emilia. Era la guida degli agricoltori, l’uomo che in 34 anni di direzione della Coldiretti di Reggio Emilia, continuativi, ha combattuto contro le quote-latte, si è scagliato contro le macellazioni indiscriminate di bovini nel periodo della “Mucca pazza”, ha fatto battaglie per favorire lo sviluppo della viticultura e altre per incrementare il peso specifico dell’associazione di categoria che, sotto la sua direzione, ha aperto nuove sedi in provincia. Angelo Nazzari, 81 anni, dei quali 40, trascorsi ai vertici delle organizzazioni agricole reggiane (prima in Coldiretti e poi, dal 2003 fino al 2010, direttore generale del Consorzio agrario provinciale) era una vera e propria istituzione. Non solo per il mondo agricolo, ma anche per quello economico.

Nato nel 1938 nella provincia cremonese, a Casalmaggiore, dove peraltro ha sempre vissuto, era un imprenditore affermato in Lombardia e un dirigente, altrettanto conosciuto, di un’associazione di categoria, in Emilia Romagna.

A Cicognolo di Cremona ha fondato e diretto fino all’ultimo un’azienda – la Nazzari Macchine Agricole – specializzata nella commercializzazione di macchina agricole, in particolare usate. A Reggio Emilia è stato alla testa degli agricoltori prima in Codiretti, poi al timone del Consorzio agrario, una realtà che all’epoca della sua gestione contava 86 dipendenti e 25 agenzie. Una volta terminato l’impegno reggiano, nel 2010 Nazzari è tornato di là dal confine, ma – per dirla con le parole utilizzate dall’imprenditore in un’intervista alla Gazzetta nel 2003 – non si è messo a pescare nel Po con la lenza.

Oltre a continuare a dirigere la sua azienda, Nazzari ha aumentato l’impegno nel sociale. Con due amici, infatti, più di una quarantina di anni fa ha fondato il Lions Club di Casalmaggiore, che nel 2013, proprio in occasione del quarantennale, ha ricevuto un premio.È stato presidente del club per il biennio 2010-2011, e sotto la sua presidenza, in occasione del 38° anno sociale, l’allora ministro Mariastella Gelmini andò in visita al Lions Club. In quell’occasione, Nazzari espresse con chiarezza la sua linea: «Di fronte all’imbarbarimento politico, economico e sociale di questi anni – disse – tutti i soci devono lavorare affinché il Lions diventi protagonista del vento di cambiamento, basato sui valori del lavoro, dell’occupazione e della crescita».

E secondo questi principi, l’imprenditore con la passione e la conoscenza approfondita dell’agricoltura, ha sempre vissuto. —

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