M5s: «Vecchi, fuori le fatture» Il sindaco: «Siete triti e ritriti»
Affondo della Pignedoli dal palco del Malaguzzi Il primo cittadino «Gli organi competenti hanno certificato la mia integrità»
REGGIO EMILIA. «Sindaco Vecchi dove sono le fatture per il completamento della casa di Masone?». È l’affondo di Sabrina Pignedoli, capolista M5s alle Europee. Un attacco al quale non è mancata la risposta del sindaco, nella quale Vecchi ribadisce il suo impegno antimafia e ricorda le due recenti condanne in Appello, a sei mesi ciascuno, nei confronti di Pasquale Brescia e del suo ex avvocato Luigi Antonio Comberiati, per le minacce mafiose contenute nella lettera a lui indirizzata e recapitata nel 2016 al Resto del Carlino di Reggio, redazione dove la Pignedoli lavorava. L’affondo della M5s è stato lanciato dal Malaguzzi, durante la visita di Di Maio: «La magistratura non è l’unica che deve fare il suo lavoro – afferma Pignedoli – Anche la politica deve contrastare questi fenomeni. Non si può mancare di trasparenza». Attacchi ai quali il primo cittadino in passato ha risposto già in altre circostanze, compreso il consiglio. «Quando non si hanno idee su Reggio e sull’Europa si finisce per rimestare una polemica trita e ritrita, priva di qualunque consistenza – replica Vecchi – In Italia la giustizia è amministrata da un organo indipendente dalla politica, che si chiama magistratura, non dal M5s. Nel mio caso il tempo e proprio gli organi competenti hanno fatto chiarezza e certificato l’integrità di un comportamento personale e istituzionale in una fase storicamente delicata della storia della nostra città. Questo è quanto. A chi sino ieri ha dato credito a minacce aggravate dal metodo mafioso antepongo il lavoro sulla città e sul suo futuro». —
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