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l’intervento alle officine 

«Il “Fire” dei vigili del fuoco riqualificherà le ex Reggiane»

Leonardo Grilli
«Il “Fire” dei vigili del fuoco riqualificherà le ex Reggiane»

Presentato il progetto preliminare nel nuovo Centro internazionale di formazione Grazie anche al trasloco del comando provinciale, saranno rinnovati sei edifici

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Due progetti, che riguardano entrambi i vigili del fuoco reggiani ma che viaggiano su binari paralleli, potrebbero completare nel medio-lungo periodo la riqualificazione del luogo più degradato di Reggio Emilia: le ex Officine Reggiane.

Il primo è il trasloco del comando provinciale dalla caserma di via della Canalina a un nuovo complesso, che dovrebbe sorgere nell’area degli ex capannoni adiacente a via Agosti. Un’idea nata dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco che in autonomia, come accade in tutta Italia, può decidere il trasferimento di una sede per motivi organizzativi e logistici.

fuori la politica

A questo progetto se ne affianca però un altro, che ha la sua origine proprio in via della Canalina e che si propone di proiettare Reggio Emilia in campo internazionale. Si chiama, non a caso, “Centro internazionale di formazione, ricerca e sperimentazione antincendio e soccorso pubblico per l’emergenza” (Fire), e dovrebbe sorgere anch’esso accanto al futuro comando provinciale reggiano.

Un progetto del quale si è parlato spesso anche in questa campagna elettorale per le amministrative ma, nonostante tutti i tentativi di etichettare il Fire come idea di una forza politica piuttosto che un’altra per racimolare qualche voto in più, il Centro internazionale è stato pensato unicamente dai diretti interessati: i vigili del fuoco reggiani. A spiegarlo chiaramente, ieri nella sede del Credem in via Emilia San Pietro, è stato lo stesso comandante provinciale del Corpo, Salvatore Demma: «Si tratta di un progetto che è stato approvato dal Corpo nazionale e che stiamo portando avanti noi. È nato qui, possiamo dire che me ne intesto l’idea». Anche se, precisa Demma, «siamo ancora in una fase preliminare, questo è il punto di partenza».

un polo internazionale

La direzione nazionale dei vigili del fuoco, infatti, ha incaricato due esperti per condurre degli studi di fattibilità e cercare al contempo sostegni pubblici e privati: Speranza Boccafogli, direttrice dell’ente di formazione reggiano “Sinergie”, e il tecnico Roberto Teneggi, entrambi presenti ieri pomeriggio assieme al comandante Demma. «Il Fire – ha proseguito Demma – si occuperà di formazione, ricerca, prevenzione del rischio e soccorso pubblico. L’ambizione è creare una sinergia fra tutti gli attori in campo sia in maniera preventiva e che operativa. Per questo a marzo abbiamo incontrato a Bologna le grandi aziende, come ad esempio “Leonardo”, e oggi dopo questo incontro parleremo, qui al Credem, con il mondo della ricerca e dell’università».

Il Centro internazionale, anche se è ancora in fase prenatale, ha già raccolto numerose manifestazioni di interesse. E, se verrà concretizzato, «credo che avrà una valenza non indifferente per Reggio Emilia – prosegue il comandante – e grazie alla sua locazione baricentrica la proietterà in campo internazionale. Sarà un punto di incontro e creerà un indotto che porterà vantaggi a tutta la città, oltre a riqualificare buona parte delle ex Reggiane».

i capannoni rinnovati

A spiegare le zone delle Officine che dovrebbero essere interessate dai due progetti è Teneggi, che chiarisce come «il nuovo Comando si affaccerà su via Agosti e comprenderà parte dell’ex edificio direzionale e della palazzina degli ex uffici, più uno o due corpi di fabbrica da utilizzare come autorimesse. Il Fire invece dovrebbe sorgere nella parte confinante su tre capannoni che si trovano fra il sito del nuovo Comando e l’aeroporto. Ma stiamo tenendo in considerazione tutti i 70mila metri quadrati di capannoni e 150mila metri quadrati di calpestabile».

La Boccafogli si è invece concentrata su un altro tema fondamentale, quello della prevenzione: «In questo Paese ci sono grandi investimenti dopo le calamità ma si fa poco in campo preventivo. Invece serve trasferire qui le risorse ed è necessario creare delle convergenze, il Fire servirà anche a questo. Contiamo di terminare questa fase preliminare fra ottobre e novembre per poi definire le tappe che ci separano dalla realizzazione del progetto». —



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