Iren, voto contrario di Ettore Rocchi al maxi-compenso per l’ad Bianco
Il vicepresidente uscente unica voce del cda fuori dal coro Domani l’assemblea dei soci in via Nubi di Magellano
REGGIO EMILIA Ettore Rocchi ha votato in consiglio di amministrazione contro il maxi stipendio da 726mila euro pagato a Massimiliano Bianco. Il professore reggiano, vice presidente di Iren, ha bocciato così la remunerazione e i bonus di competenza liquidati all’amministratore delegato del gruppo dell’energia e dei rifiuti, che sforano ancora una volta il tetto di 350mila euro fissato tempo addietro. Un voto contrario che segna una spaccatura e non escluderebbe – qui serve il condizionale – l’uscita definitiva di Rocchi dal gruppo Iren.
GRANDI MANOVRE Rocchi nei giorni scorsi è stato l’unico a votare contro la proposta di remunerazione in cda, ultimo atto dopo che il suo scranno di vice presidente è stato promesso a Moris Ferretti, figlio dell’ex segretario reggiano della Cgil e uomo delle coop. Grandi manovre che stanno creando una certa preoccupazione tra i soci pubblici reggiani, vale a dire i sindaci del territorio, che con Reggio capofila domani voteranno il bilancio, la proposta di remunerazione e i nuovi vertici del gruppo Iren. Rocchi, già in passato, aveva votato contro i super stipendi. Questione di coerenza, viene da pensare, rispetto all’impegno preso dopo la buonuscita da 900mila euro nel 2014 dell’ex ad Nicola De Sanctis, che aveva fatto inviperire cittadini e Comuni fissando i tetti poi superati da Bianco grazie ai bonus inanellati sulla base dei risultati record di Iren. Ma il voto dei giorni scorsi potrebbe avere un seguito. Rocchi, uomo considerato vicino all’area dell’ex ministro Delrio, infatti, ha davanti a se ancora due anni di presidenza in Iren Rinnovabili, la controllata che sta investendo forte sulle ex Reggiane, progetto di riqualificazione di cui Rocchi stesso è stato “sponsor" dentro a Iren fin dal primo giorno.
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VOCE CRITICA Sono in molti a giurare, però, che il rapporto con i vertici sia ormai consumato, anche perché Rocchi è stato uno dei pochi in questi anni a giocare il ruolo di coscienza critica rispetto a diverse iniziative spesso in capo all’ad Bianco. Il professore ha fatto sentire il peso del suo voto contrario più volte, pagando un prezzo rispetto all’allineamento generale di consiglieri e soci pubblici. Un’attività, la sua, vista comunque come un sigillo di garanzia in un gruppo che sta cambiando geometrie e punta forte sull’allargamento del perimetro, con conseguente riequilbrio dei rapporti di forza interni, dove a far la parte del leone è ora il comune di Genova, seguita per partecipazione azionaria da Reggio Emilia e da Torino.
IL VOTO Tutte dinamiche che avranno certo un effetto sul voto di domani nella sede di Iren in via Nubi di Magellano. Nel 2017 furono ben 17 sindaci che avevano agitato la campanella del loro dissenso votando contro i compensi già ritenuti troppo alti: con loro anche alcuni fondi, che avevano portato il voto contrario sopra il 16%. Nel 2018, invece, quel dissenso si è affievolito facendo premere il tasto rosso del voto contrario a soli 5 sindaci reggiani quando lo stipendio fu di 460mila euro. Tra questi Scandiano, Casalgrande, Castellarano, Baiso e Bagnolo. «Non è stato votato alcun aumento di stipendio e la retribuzione totale dell'amministratore delegato è largamente inferiore a quella degli omologhi di aziende comparabili» avevano tuonato i sindaci a favore, dopo che la Gazzetta aveva intercettato il messaggio di Alessio Mammi, sindaco ora uscente di Scandiano (che in linea di principio dovrebbe rivotare contro): «Cari colleghi – aveva scritto il primo cittadino ai colleghi sindaci – vi informo che voterò a favore del bilancio ma contro la relazione sulle remunerazioni. La ragione è la stessa dell'anno scorso. L’ad con il bonus di breve e lungo termine arriva a 460.000 euro annui. Vi ricorderete che avevamo chiesto un limite di 350miIa euro. Iren sta molto meglio di qualche anno fa, ne sono consapevole. Merito ovviamente anche della governance su cui il mio giudizio è buono. Ma la coerenza secondo me è un valore importante. Ve l’ ho detto per correttezza. Ciao». Una dicotomia che sembra ripetersi tra soci pubblici in ragione del nuovo record raggiunto da bonus e remunerazioni liquidate a Bianco. —
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