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«Più welfare pubblico e meno razzismo»

 «Più welfare pubblico e meno razzismo»

Le richieste della Cgil ai cinque candidati sindaco: «Devono porre attenzione alle nuove marginalità del nostro territorio»

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REGGIO EMILIA. «Il nostro obiettivo rimane quello di ricercare soluzioni in grado di offrire risposte ai vecchi e nuovi bisogni che si manifestano nella popolazione, con un’attenzione particolare alle situazioni di vulnerabilità e marginalità sociale che in questi anni sono aumentate anche nel nostro territorio, ribadendo la nostra contrarietà ad una deresponsabilizzazione del pubblico a favore di una sussidiarietà troppo pervasiva». È una delle richieste che la Cgil ha posto ieri ai candidati sindaco, nel confronto che si è svolto nella sede di via Roma. Davanti a una platea gremita, Ivano Bosco, segretario generale della Camera del Lavoro, ha sottolineato l’imprescindibilità per la Cgil dei valori dell'antifascismo e dell’antirazzismo e ha illustrato le priorità individuate per il futuro della nostra città.

Sono intervenuti Luca Vecchi, sindaco uscente e candidato del centrosinistra, Rossella Ognibene (M5s), Daniele Codeluppi (Rec), Cinzia Rubertelli (Alleanza Civica) e Rudy Bellentani, coordinatore cittadino Forza Italia in sostituzione di Roberto Salati, candidato del centrodestra, assente per motivi personali.

Lavoro, legalità, ambiente, welfare, contrasto alla povertà. Le priorità che la Cgil ha indicato si possono riassumere in cinque punti, contenuti anche nel documento conclusivo del recente Congresso. «Capovolgere le politiche adottate da diversi anni, mettendo al centro i temi del lavoro, della redistribuzione dei redditi attraverso un fisco più equo, un welfare pubblico adeguato e un sistema universale di diritti e ammortizzatori sociali che promuova innovazione e sostenibilità sociale del lavoro», una delle richieste, chiedendo anche un rilancio degli investimenti. Sulla legalità, la Cgil «chiede la conferma e l’attuazione dei protocolli specifici». E ancora, sul versante ambiente, «recupero e riciclo, anziché consumo di suolo, messa in sicurezza delle opere pubbliche e risparmio energetico». Sul contrasto alla povertà, «vanno distinti i problemi reali dalla propaganda pericolosa che viene perseguita e che tende a far passare il diverso, il povero o l’immigrato, come un soggetto del quale bisogna avere paura. Così si scade nel razzismo, elemento che la Cgil ripudia e combatte senza esitazioni». —

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