Gazzetta di Reggio

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IL COMITATO 22 APRILE 

«Scelta avventata con danni irreparabili e senza ritorno»

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SANT’ILARIO. «Cava di ghiaia a Calerno, nelle vicinanze della Riserva naturale protetta dei Fontanili di Corte Valle Re: un’area da custodire e preservare. La ghiaia, come l’acqua, non è un bene inesauribile». Questo il messaggio del neonato “Comitato 22 Aprile”, chiamato così «perché il 22 aprile si celebra la Giornata della Terra e della salvaguardia dell’ambiente indetta all’Onu», spiega Giorgio Medici, portavoce di una decina di cittadini che esprimono contrarietà al progetto.

Occorre precisare che, in uno studio ambientale eseguito in passato dalla Provincia di Reggio Emilia, non risultò alcuna incompatibilità tra i Fontanili e la cava, che non intaccherà la falda. In un volantino distribuito nei mercati e nei luoghi pubblici tra Sant’Ilario e Campegine, il comitato rileva che «l’amministrazione comunale di Sant’Ilario, consentendo l’apertura della cava, ha fatto una scelta avventata, che causa un danno irreparabile e senza ritorno. Anzitutto, c’è la riserva regionale di Valle Re (distante in linea d’aria un chilometro, ndr),una superficie di 35 ettari che rappresenta uno degli ultimi esempi di risorgive di pianura dell’Emilia Romagna. Purtroppo in questi anni le falde acquifere si sono abbassate a causa dei forti prelievi idrici ad uso irriguo, così si è persa la maggioranza dei fontanili, che formavano piccoli laghetti. Inoltre, fra le due cave è situata un’azienda agricola con certificazione biologica che subirà pesanti ripercussioni».

Perché aprire un’altra cava a Calerno, oltre quella già operativa di Montecchio? Il comitato illustra quelle che, a suo avviso, sono le «vere ragioni»: «L’amministrazione ne ha diverse: incamerare soldi da usare per realizzare la rotonda “dorata” (da 600mila euro) che al momento servirebbe solo per agevolare i mezzi di trasporto della ghiaia al frantoio di Montecchio. La ghiaia del cavatore (Emiliana Conglomerati) andrà al frantoio di Montecchio e sarà commercializzata al miglior offerente».

Il comitato si dice convinto che «il compito di una buona amministrazione sia quello di tutelare la comunità, le persone, gli animali, l’ambiente in cui viviamo – è la conclusione del testo –. Fare politica non è soltanto far quadrare il bilancio: significa tutelare il bene comune. Le cave non si devono aprire». —

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